Biennale, inaugurata l'avveniristica biblioteca Da pagina 1 Ètografica che è transitata attraverso le varie Mostre. Libri, riviste, manifesti, documenti ufficiali, piccole pubblicazioni, fotografie, sono stati tutti accuratamente catalogati, archiviati e in buona parte digitalizzati. RECORD ITALIANO La nuova biblioteca dell'Asac sarà la più fornità in Italia sulle tendenze artistiche degli ultimi cento anni (Vision) Ma, soprattutto, sono stati messi a disposizione di studenti e ricercatori. I 130mila, ospitati sugli oltre 800 metri lineari di scaffalature aperte, posti lungo un ballatoio su due livelli, offrono una vista mozzafiato per gli appassionati. «Quando sono entrato sono rimasto - commenta il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni - senza parole». Mentre Amerigo Restucci, rettore dell'università Iuav, vede nei 70mila cataloghi raccolti nella collezione «uno spaccato senza paragoni sul mondo dell'arte e sulle sue evoluzioni». Un fondo che è destinato ad un continuo arricchimento. Il metodo messo a punto per accumulare risorse prevede la collaborazione di chi è chiamato ad esporre le proprie opere all'interno degli spazi dei Giardini o dell'Arsenale. Dall'anno scorso la Biennale chiede infatti a tutti gli artisti di fornire all'Asac i volumi pubblicati sulla loro attività nei diversi settori dell'arte, dell'architettura, del teatro, del cinema o della musica. Lo scorso anno ne sono stati raccolti in questo modo seicento, ma per l'ultima edizione della Biennale architettura i libri avuti in dono sono più di mille. L'archivio dell'Asac spazia in tutti gli ambiti della storia dell'arte, ma Paolo Baratta ha le idee chiare su quella che dovrà rimanere la sua specializzazione. «Per me la cosa più importante sono i documenti della storia della Bienla più fornita biblioteca in Italia sulle tendenze artistiche degli ultimi cent'anni. L'unica ad essere parte integrante di una sede espositiva. È stata istituita ne l928, ma può vantare di essere stata concepita già nel 1905 dal «vate» Gabriele D'Annunzio, il primo a sostenere che la Biennale di Venezia avrebbe dovuto offrire testimonianza del dibattito attorno al mondo dell'arte, raccogliendo tutte le pubblicazioni. Con l'inaugurazione della nuova ala della grande biblioteca veneziana, si è completato ieri il percorso di «rinascita» dell'Asac, l'archivio storico d'arte contemporanea della Biennale. A dieci anni dalla chiusura della sede storica di Ca' Corner della Regina, ritorna così pienamente in funzione quella che il presidente della Biennale Paolo Baratta ha definito la «macchina metropolitana» della Biennale. L'Asac ha da ieri due le sedi. Rimarrà riservata agli studiosi quella del parco tecnologico Vega, a Mestre, dove sono stati archiviati i materiali del fondo storico che richiedono particolari sistemi di conservazione. Quella rinnovata e ampliata dei Giardini della Biennale rimarrà invece a disposizione di chiunque ed in particolare degli studenti delle università veneziane, di qualunque facoltà, che potranno così tornare ad animarla, avvicinandosi in questo modo alle attività della biennale. La sua prestigiosa sede è collegata al Padiglione delle esposizioni attraverso il «Giardino delle sculture di Carlo Scarpa». Al suo interno, arredi e strutture sono concepiti all'insegna della razionalità e dell'essenzialità. Una moderna officina delle cultura, dove si rielabora la produzione artistica e architettonica, ma anche musicale e cinemanale», afferma il presidente della Biennale di Venezia. «In alcuni periodi vi è stata l'idea di farene un tempio del contemporaneo, oggi quello che ci sta più a cuore è che rappresenti - ribadisce Baratta - l'archivio storico della Biennale». In particolare, secondo Baratta, l'esigenza di raccogliere le riflessioni sull'arte rimane estremamente attuale. «L'arte contemporanea è presente in misura sempre maggiore negli archivi - afferma Baratta - che rispondono alla necessità di trovare le sottili trame che la attraversano, per fare da filtro e individuare la qualità che viene prodotta». Sia per intuire le tendenze future, sia perche «è ormai diventata popolare e fa parte delle abitudini di consumo quotidiano - ricorda il presidente della Biennale di Venezia - delle giovani generazioni».
VENETO - Un'officina dell'arte con 130mila volumi Così rinasce l'Asac
La Biennale di Venezia ha inaugurato una nuova biblioteca avveniristica, la Da pagina 1 Etografica, che è stata creata per catalogare e archiviare le pubblicazioni relative alle mostre e alle attività della Biennale. La biblioteca è stata progettata per essere una delle più fornite in Italia sulle tendenze artistiche degli ultimi cento anni. I 130mila libri e documenti raccolti nella biblioteca saranno disponibili per gli studenti e i ricercatori. La biblioteca è stata creata grazie alla collaborazione di artisti e studiosi, che hanno donato i loro volumi pubblicati sulla loro attività. La biblioteca sarà una parte integrante della sede espositiva della Biennale e sarà utilizzata per studiare e analizzare le tendenze artistiche.
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