Il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, ha auspicato che «anche dalle considerazioni che emergeranno dalla dodicesima Biennale di architettura di Venezia possano arrivare gli stimoli necessari a un'accelerazione del dibattito parlamentare sul disegno di legge sulla qualità architettonica da me presentato agli esordi della legislatura». «Ritengo che il nostro Paese non possa più permettersi il degrado architettonico proprio delle periferie di molte delle nostre città», ha proseguito Bondi, «e credo debba dotarsi al più presto degli strumenti necessari a riproporre una doverosa sintesi tra criteri estetici e funzionali: nulla quanto l'architettura tramuta e plasma i luoghi in cui viviamo, occorre recuperare la saggezza del progettare e del costruire». Il messaggio di Bondi arriva dopo la provocazione di Gianni Alemanno, sindaco di Roma, che vorrebbe radere al suolo Tor Bella Monaca, per sostituire con villette i palazzoni alla periferia della capitale. Nel dopoguerra in Italia, ha detto tra l'altro il ministro nel suo messaggio al presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta, «si è costruito molto e male perché è stata privilegiata l'esigenza primaria di dare una casa a tutti in tempi brevi. Così sono nate una serie di periferie mostruose: da quella di Roma a quella di Milano e sempre per dare una casa a tutti si è finito per trasformare la Val Padana in un'unica sequenza di agglomerati urbani senza identità o per costruire a ridosso delle ville palladiane del Veneto». Per salvare il salvabile del devastato paesaggio veneto, la Regione istituì un comitato di saggi: due sono scomparsi lo scrittore Mario Rigoni Stern e il geografo Eugenio Turri, autore di Miracolo economico: dalla villa veneta al capannone mentre il superstite Andrea Zanzotto resta inascoltata cassandra In questo progresso scorsoio.