Il sindaco: ci sono situazioni che farebbero pensare a interventi del genere MILANO - Demolire e ricostruire. A Roma è quello che vuole fare il sindaco Alemanno nel quartiere di Tor Bella Monaca. A Milano il sindaco Letizia Moratti ammette: «Ci sono situazioni che potrebbero richiedere interventi di questo tipo, le stiamo esaminando con gli assessori competenti». E, anche se subito dopo precisa che «non cè nessun progetto allo studio, ho solo detto che è una possibilità che non si può escludere», in realtà a Palazzo Marino un progetto si sta già immaginando, e ora la palla è passata ai tecnici. Sotto la lente finisce un quartiere, quello di Giambellino-Lorenteggio, periferia sud ovest: grandi caseggiati di edilizia popolare fatiscenti o almeno molto bisognosi di recupero, mancanza di mescolanza sociale, degrado dovuto alla piccola criminalità. Insomma, il profilo giusto per finire al centro di un progetto di riqualificazione radicale che preveda, appunto, demolizione e ricostruzione. Che questa idea riguardi il quartiere del Cerutti Gino cantato da Gaber per ora nessuno vuole dirlo, per non far scatenare lopposizione dei residenti. Spiega però lassessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli: «La provocazione di Alemanno è interessante, chi abita a Milano deve poterlo fare in ambiti che assicurino la dignità del vivere. Per ora stiamo mettendo le basi per dei progetti di demolizione e ricostruzione in aree pubbliche». Masseroli, artefice del Piano di governo del territorio, cita due progetti - "Abitare a Milano" - per realizzare edilizia residenziale in ex aree standard: tra queste cè anche una zona proprio in via Giambellino. Qui potrebbero essere trasferiti gli abitanti dei casermoni sorti tra gli anni Trenta e Sessanta per far fronte alle ondate migratorie dal Sud Italia, con un progetto a cui partecipano Regione e Fondazione Housing sociale della Cariplo. Spiega lassessore al Demanio Gianni Verga: «In alcuni quartieri degradati serve un mix sociale tra edilizia popolare, convenzionata e libera, servizi come quelli per gli anziani o per la mediazione culturale e soluzioni ecologiche che un tempo non erano certo previsti». A Palazzo Marino, nonostante le rettifiche della Moratti, cè chi giura che i progetti di Milano sono già in una fase più avanzata rispetto a quelli della Capitale su Tor Bella Monaca. Su questi ieri sono intervenuti la presidente della Regione Lazio Polverini - «abbattere e ricostruire non sarebbe uno scandalo» - e il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti: «È una grandissima e giusta sfida, vedremo quale sarà la proposta». Più in generale il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha parlato delle periferie «senza volto e anima che generano disagio sociale e povertà» per le quali servirebbe «avviare una grande politica nazionale di recupero».