Da casolare a miniresidence, ma una strada metterebbe a rischio lequilibrio ambientale Il ricorso vinto da una residente. Comune e Soprintendenza bacchettati dai giudici del Tribunale Amministrativo della Liguria Il progetto della associazione culturale Akropolis prevede sei monolocali Se cè di mezzo la collina di SantIlario anche unassociazione culturale può trasformarsi in unimmobiliare. Ma proprio la necessità di garantire «lequilibrio raggiunto tra insediamento e ambiente naturale», e in particolare il rifiuto di stravolgere la fisionomia del luogo distruggendo delle creuze per consentire il passaggio delle auto, ha convinto i giudici del Tar ad accogliere il ricorso di una residente della zona. Con la sentenza il Tribunale amministrativo boccia in dieci punti anche loperato del Comune e della Soprintendenza che avevano autorizzato lintervento. Il caso riguarda due antichi casolari, il primo al civico 18 di via Ravina Superiore e il secondo ai civici 3 e 3a della vicina via Cresta San Rocco. Nel 1996 un gruppo di residenti, tra i quali la ricorrente (era assistita dagli avvocati Alessandra Cervetti, Roberto Damonte, Alberto Quaglia) firmarono un accordo che prevedeva un allargamento della strada per consentire laccesso, seppur limitato, di veicoli alle loro abitazioni. Ma secondo i giudici «laccordo che vincolava naturalmente soltanto i proprietari di allora, non poteva contenere anche il preventivo benestare alle modifiche connesse al progetto edilizio di ristrutturazione presentato dalla società contro interessata Akropolis, presentato cinque anni dopo e approvato nel 2009». Il progetto dellAssociazione Culturale Akropolis prevede la ristrutturazione del casolare e la realizzazione di sei monolocali (tre, invece gli appartamenti che la società Edilizia Floricoltori 2005 vuol ricavare dalledificio di via Cresta San Rocco). Akropolis risulta avere sede al vicino civico 20 ma è assai difficile riuscire a contattare qualche suo rappresentante. Uno dei responsabili risulta essere residente fuori regione e in effetti a Firenze esiste una Associazione Culturale Akropolis presieduta da un architetto, che è iscritta al registro imprese e può quindi svolgere operazioni commerciali. La bocciatura del Tar si fonda soprattutto «sullinadeguatezza del collegamento viario.... la via Ravina inferiore ha larghezza di metri 3,50 ed in un tratto di metri 3, mancano marciapiede ed aree di sosta (per permettere il passaggio alternato di autoveicoli) ed infine esiste una curva stretta tra muri alti. Il tutto in una strada in pendenza». E ancora è «contraddittoria laffermazione compiuta dal Comune... secondo la quale non vi sarebbe aumento del traffico veicolare perché non sarebbero stati previsti parcheggi pertinenziali, interni alla proprietà, per i quali è stata consentita dal comune la monetizzazione». Secondo i giudici «Lillogicità appare evidente, laddove si neghi, da un lato la carenza strutturale dellaccesso viario alle nuove abitazioni previste e, nello stesso tempo, si neghino i parcheggi per lincapacità del tratto stradale di assorbire il traffico collegato ai nuovi insediamenti». Daltra parte la creazione di una strada e lassenza di parcheggi interni provocherà «un continuo andirivieni per il carico e lo scarico». Infine, secondo il Tar, le norme del Piano Paesistico regionale che tutelano la collina di Nervi vietano «di alterare gli edifici esistenti potendosi soltanto adeguarli ai caratteri propri della zona».