Il tempio della Concordia e quello di Giunone verranno totalmente restaurati. L'intervento di consolidamento scatterà entro la prima metà del prossimo anno e sarà seguito dall'Ente Parco archelogico e dalla Soprintendenza. Niente paura però. L'opera di recupero dei monumenti simbolo di Agrigento non comporterà alcuna privazione per le migliaia di turisti che da sempre si riversano nella Valle. I restauratori infatti copriranno solo un lato per volta, senza ingabbiare il tempio come accade invece a Milano, dove il Duomo è nascosto da mesi da un'impalcatura grande quanto la stessa cattedrale meneghina. Ad Agrigento non solo sarà possibile vedere il Concordia e il Giunone quasi per intero, ma sarà anche autorizzato l'accesso agli stessi monumenti per osservarne in presa diretta l'avanzamento del restauro. Per rendere possibile il recupero complessivo di due tra le testimonianze meglio sopravvissute all'usura del tempo verranno spesi circa 3 milioni di euro. Si tratta di fondi dell'Unione Europea. Entro novembre verrà affidato l'appalto dei lavori con una gara alla quale potranno concorrere anche ditte straniere. Lavori ai templi, ma senza problemi per i turisti. Nessuno sarà infatti privato della vista dei gioielli millenari della Valle di Akragas. Il piano di lavoro che verrà attuato dalla ditta aggiudicataria dell'appalto per il restauro dei templi della Concordia e di Giunone non causerà disagi. L'intervento di consolidamento e «ringiovanimento» delle pietre di tufo ammirate da millenni, infatti, non prevede la sistemazione di alcun tipo di ostacolo da frapporre tra i gruppi di turisti appassionati di archeologia e il monumento. L'unico «compromesso», previsto tra la necessità dei lavori e le esigenze dei visitatori, sarà quello del velo o copertura che nasconderà a turno uno dei lati del tempio in fase di restauro. Il Concordia e il Giunone, infatti, non verranno in alcun modo ingabbiati o inscatolati da antiestetiche impalcature. Nessuno ha intenzione di tenere nascosti i simboli di Agrigento per oltre un anno, come invece sta accadendo per esempio a Milano, dove da diversi mesi il Duomo si intravede appena tra il muro di tubi eretto per dare vita ai lavori di recupero della maestosa facciata, gioiello dell'arte gotica. Nella valle i templi rimarranno fruibili in tutta la loro bellezza, con solo una parte nascosta per cause fin troppo evidenti. Si diceva del piano di lavoro. Al momento non è stato chiarito come verrà disposta la turnazione degli interventi sulle varie parti del monumento. Di certo c'è che a subire il restauro saranno i componenti che necessitano dei lavori più urgenti in base all'esito degli studi effettuati negli ultimi anni dagli esperti della Soprintendenza e dell'Ente Parco Archeologico. In attesa di sapere quale lato del Concordia verrà «nascosto» per primo c'è la pressocché totale certezza sui tempi di durata del restauro e consolidamento. Per il tempio della Concordia che da sempre viene definito come quello in uno stato di conservazione migliore rispetto agli altri, ci vorranno circa 15 mesi; mentre per il Giunone l'intervento dovrebbe essere ultimato in circa un anno. L'accesso al pubblico sarà garantito senza alcuna inibizione, tranne ovviamente per le zone immediatamente a ridosso del cantiere. Data d'inizio dei lavori - anche in base alla snellezza delle pratiche burocratiche relative alle gare d'appalto - è prevista entro i primi tre mesi del prossimo anno. Questo è il succo della più massiccia opera di recupero e miglioramento al quale sono stati sottoposti i simboli di Agrigento, riconosciuti e invidiati nel mondo, che tra qualche mese mostreranno ancora di più la loro sfavillante bellezza, carica di storia, arte e cultura. Un bagaglio per nulla scalfito dalla mano dell'uomo che spesso risulta dannosa.