Roma. Gli studios preparano un grande investimento a Cinecittà Film real estate, regia di Abete. Un teatro di posa, uffici e servizi (residence, ristoranti) per le società che lavorano nel comprensorio. E un distretto. La Hollywood sul Tevere pronta a diventare un grande affare immobiliare? Forse. Una cosa è certa, il sancta sanctorum del grande schermo, quella città del cinema vera e propria, sorta negli anni Trenta sulle ceneri dei vecchi stabilimenti della Cines (andati distrutti da un incendio) è un gioiello che da anni attrae l'attenzione di vari investitori. Così, attorno alle decine di teatri di posa di Cinecittà a Roma, ad appena nove chilometri dal centro della capitale e in un parco dalla superficie di qualcosa come 400 mila metri quadrati, si sono scatenati molti appetiti, da tempo. Già una decina di anni fa era stato accarezzato il progetto di un grande investimento immobiliare nell'area di Cinecittà sulla Tuscolana che avrebbe dovuto prevedere anche la costruzione di un cinema multisala. Poi per il progetto è rimasto in stand-by. Adesso invece Cinecittà Studios, d'intesa con Cinecittà Luce, la holding del cinema guidata dall'ad Luciano Sovena e dal presidente Roberto Cicutto, è pronta a partire con un nuovo piano di sviluppo immobiliare sulla Tuscolana che avrebbe tempi di attuazione di una manciata di anni e interesserebbe un lotto di terreno di oltre due ettari (su un'area prospicente via Lamaro). «Cinecittà Studios che gestisce i 22 teatri di posa compreso il grande teatro 5, in Europa un primato nelle dimensioni degli studios, che rimangono di proprietà di Cinecittà Luce, sta in effetti ragionando con il Comune di Roma e d'intesa con il ministero dei Beni Culturali, su un nuovo piano di sviluppo dell'area», conferma al Mondo Lamberto Mancini, dg degli Studios presieduti dal numero uno di Bnl Bnp Paribas, Luigi Abete, da sempre conosciuto come il banchiere della settima arte (poiché Bnl ha avuto per anni una sorta di ius primae noctis per i finanziamenti al cinema, mentre adesso è scesa in campo pure Intesa Sanpaolo e di recente il ministro Bondi ha sollecitato anche altri istituti a farsi avanti), di cui sono consiglieri anche Aurelio De Laurentiis ed Emanuele Della Valle. Abete è anche coinvolto nel progetto di un parco a tema cinematografico nella zona degli ex Dino studios (vedi il Mondo 32). E anticipa i dettagli del piano: «Andremo a realizzare un nuovo grande teatro di posa di cui Cinecittà ha bisogno, oltre a degli uffici e a uno spazio residenziale che potrà ospitare le troupe, dai costumisti agli attori. Sempre al mondo che gravita attorno alle produzioni cinematografiche saranno destinati i parcheggi e gli spazi ristoro, anche food multietnico, previsti dal progetto". Resta la curiosità su come sarà finanziata questa maxi operazione. «Il costo del piano immobiliare, secondo gli accordi con la proprietà Cinecittà, prevede che l'investimento sarà a carico degli Studios, anche se non abbiamo ancora definito nei dettagli il project financing». Chi altro sarà della partita? «Potrebbe esserci un partner finanziario ma è solo un'ipotesi e comunque l'operazione sarà capitanata dagli Studios», risponde Mancini. Ma non è tutto, nell'area di Cinecittà potrebbe sorgere in futuro anche un'area di uffici e altro, destinati a ospitare una sorta di mini distretto del cinema. Piccole aziende del settore cinematografico-audiovisivo, che adesso sono sparse tra Lazio e Centro Italia, avrebbero così la possibilità di aprire un ufficio a un passo dal tempio del cinema. Ma questa seconda operazione sarebbe ancora in una fase di valutazione iniziale con il sindaco Gianni Alemanno e il ministro Sandro Bondi che intanto ha incontrato i rappresentanti dell'Anica (l'industry cinematografica capitanata da Paolo Ferrari) per illustrare i punti salienti del nuovo provvedimento legislativo che interverrà portando delle novità nel settore cinematografico. In pratica, dal 2011, lo Stato finanzierà solo le opere prime e seconde, i cortometraggi e i documentari. Mentre nel settore della promozione l'intervento statale sarà riservato ai soli enti ed eventi di rilevanza internazionale o nazionale. Il ministro ha, inoltre, confermato il proprio impegno a richiedere il rinnovo con urgenza per il triennio 2011-2013 delle misure di tax credit e tax shelter. Intanto, nell'ultimo cda di Cinecittà Luce il direttore generale Pietro Ietto ha annunciato di aver consensualmente risolto il rapporto lavorativo. E, per risparmiare, la sua posizione non sarà rimpiazzata. Dietro ci sono, infatti, le nuove esigenze gestionali e organizzative della holding che da anni ormai cerca di tagliare i costi. Un'operazione alla quale aveva lavorato intensamente due anni fa Gaetano Blandini, mettendo a segno una serie di operazioni straordinarie (dismissioni di rami secchi e asset non pi strategici oltreché riordino dei conti) per il risanamento del gruppo pubblico Cinecittà.
Cinecittà. I grandi affari immobiliari della Hollywood sul Tevere
Cinecittà Studios, la holding del cinema guidata da Luciano Sovena e Roberto Cicutto, sta lavorando con il Comune di Roma e il ministero dei Beni Culturali per un nuovo piano di sviluppo immobiliare sulla Tuscolana. Il progetto prevede la costruzione di un nuovo teatro di posa, uffici e servizi, nonché un distretto del cinema. Il costo del piano è previsto a carico degli Studios, ma non si conoscono ancora i dettagli del project financing. Il progetto potrebbe anche includere la creazione di un'area di uffici e altro per ospitare aziende del settore cinematografico-audiovisivo.
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