FinanziamentiÈ il risultato della ricerca amatoriale di Franco D'Abarno, ex amministratore di Lupara Giovanni Petta LUPARA «La cosa sorprendente è che dal 2000 al 2010 in Molise sono stati spesi un miliardo di euro, cioè 2.000 miliardi delle vecchie lire». È un dato eclatante, il momento finale di una ricerca amatoriale compiuta da Franco D'Abarno, ex amministratore di Lupara e ora attivista del Movimento Piccoli Comuni. «È una cosa che interessa tutti dice D'Abarno perché su 136 comuni molisani, 124 sono al di sotto del 5.000 abitanti e tutte le amministrazioni comunali saranno costrette a riprogrammare il loro futuro in funzione della nuova visione federalista. Penso che ciò non si possa fare se non si guarda con attenzione al passato». D'Abarno non ha alcuna intenzione di fare polemiche. La sua ricerca mira a capire meglio come salvare il territorio molisano dalla desertificazione. Ma qual è stata la molla che ha fatto scattare la sua ricerca? Sono partito dal tentativo di capire cosa c'era alla base delle polemiche tra i diversi territori che rivendicavano maggiori attenzioni e degli amministatori che rimproverano ai politici di favorire altre zone del Molse rispetto alla propria. Ho scoperto, invece, che le grandi differenze non ci sono tra le diverse aree ma tra comuni vicini e appartenenti dunque alla stessa area. E non ha scoperto i motivi di tali differenze? «Non ancora perché i dati che ho messo a disposizione della stampa sono soltanto un punto di partenza. Ogni piccolo centro del Molise ha la sua specificità. Per esempio, è normale che un Comune come Pietrabbondante, con un'area archeologica importante, abbia finanziamenti maggiori di chi non ha tale ricchezza culturale. Il suo essere al di fuori della media, dunque, va considerato nella norma. Ci sono altre distinzioni che vanno fatte? L'area del cratere sismico, per esempio. È logico che abbia ricevuto un flusso maggiore di denaro sia in termini di finanziamento pro capite, sia in termini di finanziamento per chilometro quadrato di territorio. Considerare San Giuliano di Puglia senza tener conto del terremoto falserebbe ogni ricerca. Quali sono le zone che hanno attratto minori finanziamenti? Campobasso, Termoli ed il loro hinterland risultano essere meno finanziate in base alla popolazione residente. E dunque? Niente. È solo un dato su cui riflettere. Dobbiamo assolutamente far tesoro delle esperienze passate e capire che bisogna collaborare. Per D'Abarno, dunque, non c'è futuro per quei Comuni che programmano in solitaria anche perché le nuove norme prevedono che sedici delle ventuno funzioni dei Comuni devono essere fatte in collaborazione: all'interno delle Unioni dei Comuni secondo Calderoli e per mezzo delle «nuove» Comunità montane secondo la Regione Molise. D'Abarno, inoltre, con il suo movimento, chiede che l'Uci torni ad essere rappresentata all'interno del Consiglio delle Autonomie Locali che sostituisce la Conferenza Regionale degli Enti Locali. «È uno strumento spiega che serve a far dialogare la Regione con i Comuni. Che senso ha avere ancora al suo interno i rappresentanti delle Comunità montane destinate ormai a chiudere la loro esperienza?» Sono molte le riflessioni che D'Abarno stimola. Dati e ipotesi che sono dibattute anche su Facebook alla pagina che porta il nome del «Movimento dei Piccoli Comuni».
MOLISE - In Molise spesi un miliardo di euro in dieci anni
Franco D'Abarno, ex amministratore di Lupara, ha condotto una ricerca amatoriale che ha rivelato che dal 2000 al 2010 sono stati spesi 2.000 miliardi di euro in Molise, cioè un miliardo di euro all'anno. La ricerca ha scoperto che 136 comuni molisani hanno meno di 5.000 abitanti e che tutte le amministrazioni comunali dovranno riprogrammare il loro futuro in base alla nuova visione federalista. D'Abarno ha scoperto che le differenze tra le diverse aree del Molise non sono tra le aree stesse, ma tra comuni vicini e appartenenti alla stessa area.
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