Protestano i commercianti di Populonia Sarà chiusa da giugno a settembre la strada che costeggia il golfo PIOMBINO. La strada di Baratti-Populonia sarà chiusa al traffico veicolare estivo, con l'eccezione dei residenti e dei clienti dell'albergo di futura costruzione al Casone e di altre strutture ricettive e dei mezzi di servizio di carico e scarico. Ai visitatori del parco archeologico, della spiaggia e dei vari ristoranti provvederebbe una navetta con partenza dal nuovo parcheggio da costruire alle Caldanelle. La strada sarà chiusa dalle 7 fino alle 19, mentre le partenze dei bus-navetta dallle Caldanelle avranno una cadenza minima di trenta minuti durante il periodo dal 15 giugno al 15 settembre. Si chiama "Accessibilità e porta al parco" il progetto di regolamentazione del traffico che fa parte del piano particolareggiato del parco archeologico di Baratti e Populonia. Un piano ampio, che, nella serie dei provvedimenti, parte dalla considerazione della fragilità del tratto di strada dall'ingresso sulla Principessa fino all'Acropoli: «Questo tratto - si spiega nella relazione che accompagna il progetto - non sopporta i carichi rilevabili durante la stagione balneare, aggravati dalla pressione dei mezzi diretti al parco archeologico e al campo boe. E, in parallelo, le zone abitative devono comunque essere fruibili dai rispettivi residenti». Da qui la proposta di chiudere la strada. Il progetto, che già da alcune settimane è consultabile da chiunque sulle pagine Internet del Comune, sarà discusso in municipio il prossimo 9 settembre. Nel frattempo, la giunta ha già fissato per mercoledì un ulteriore incontro che vedrà di fronte la Confesercenti e i commercianti e gli operatori della zona. Proprio i negozianti, tuttavia, non esitano a esprimere riserve e perplessità: le gite fuori porta a Baratti e Populonia, dicono, potrebbero diventare un ricordo per molti piombinesi e per chi ha un commercio in quelle aree l'effetto sarebbe poco meno che disastroso. «Chi può pensare - tuonano - che i piombinesi, abituati a raggiungere queste zone in un quarto d'ora di macchina, continuerebbero a venire qua con la stessa frequenza sapendo di doversi fermare prima alle Caldanelle, scaricare eventuali borse da mare o altre attrezzature, aspettare e prendere una navetta e poi compiere lo stesso iter al ritorno? E chi possiede un cane e vorrebbe portarlo all'apposita spiaggia?». «Lo stesso - aggiungono - sarebbe probabilmente per i turisti di passaggio, per quelli in transito casuale che talvolta girano le ruote della propria auto verso Baratti e Populonia se hanno magari un'ora di tempo di attesa prima di un imbarco per l'Elba, o per chi vuole semplicemente fermarsi a un ristorante. Sono questi i turisti che sostengono per lo più le attività commerciali e di ristoro dell'area e questi provvedimenti finirebbero per ridurli, costringendoli a un'operazione in linea di massima complicata per chi considera Baratti una meta classica per il fine settimana o una semplice uscita fuori dal centro». «Senza contare - aggiunge Graziella Branchini, che a Populonia ha un negozio di ceramiche - che il costo della navetta, andata e ritorno, non sarebbe un onere da poco per una famiglia base di tre o quattro persone che è abituata a recarsi qui con l'auto. La Confesercenti ci ha fatto pervenire un questionario per chiedere il nostro parere: ma noi non siamo affatto soddisfatti e speriamo di avere ulteriori chiarimenti durante l'incontro di mercoledì prossimo. Nel frattempo stiamo preparando una petizione di firme estesa anche ad alcuni colleghi di Piombino». Intanto, aggiunge Branchini, entro la fine della settimana i negozianti si riuniranno con Gasparri, titolare dell'omonimo museo privato e proprietario di molti degli stabili dati in affitto ai commercianti. «Sia noi che lui abbiamo la necessità di tutelarci, anche perché il progetto prevede un'area di commercio alle Caldanelle: se non riusciremo più a vendere come facciamo adesso, come potremo pagare gli affitti?»