Tutto più semplice per la stanza in più Ma non mancano i nodi, a cominciare dal difficile rapporto con i sindaci E Rossi gela tutti: non torneremo al passato Per costruire una stanza in più magari per il figlio, ampliare la propria abitazione o realizzare un annesso agricolo, la Regione Toscana a settembre studierà una serie di misure di semplificazione drastica delle carte e dei permessi da richiedere. Purché ovviamente gli interventi siano compatibili con il piano regolatore. Lo anticipa l'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson al Tirreno. Alla ripresa dei lavori della Regione (la prima giunta dopo le ferie ci sarà il 30 agosto), uno dei primi impegni dell'agenda del Governatore Enrico Rossi sarà dunque quello di mettere mano alla revisione della legge regionale sull'urbanistica, la numero 1, approvata nel 2005 e rivista due anni fa. Burocrazia e costi. E le parole d'ordine saranno semplificazione, sburocratizzazione, meno fogli e timbri. «Esempio? Per costruire accanto alla mia casa un modesto annesso agricolo previsto dal piano regolatore ho dovuto esibire una quantità esagerata di fogli, permessi, attestati e spendere un sacco di soldi. Alla fine l'annesso mi è costato quasi quanto la casa...», racconta la Marson, 53 anni, trevigiana, docente (in aspettativa) di pianificazione del territorio a Venezia, che da dieci anni, da quando si è sposata con Alberto Magnaghi, urbanista fiorentino e leader dei comitati contro la cementificazione della Toscana, abita in un borgo nel comune di Montespertoli, ad un tiro di schioppo da Empoli e Firenze. Le misure allo studio. «Studieremo misure che facciano sì che l'onere burocratico e finanziario sostenuto dai cittadini sia commisurato all'entità delle trasformazioni. Dobbiamo stabilire procedure diverse tra piccole e grandi trasformazioni», spiega ancora la Marson. Gli fa eco il capogruppo in regione del Pd Vittorio Bugli: «Abbiamo già iniziato a parlare con l'assessore per la revisione della legge 1. E uno dei punti sarà quello della semplificazione delle norme. Che sarà resa possibile se la Regione riuscirà a mettere a disposizione dei comuni un sistema informativo e mappe elettroniche di tutto il territorio». Sindaci contro Marson. Sugli interventi per i quali sarà possibile la semplificazione, la Marson non anticipa le sue intenzioni. Vuole parlarne prima con la giunta e con i sindaci, anche per evitare ulteriori critiche, lei che è stata accusata di parlare con i giornalisti anziché con i primi cittadini: «La politica degli annunci è fragile e difficilmente produce reali innovazioni. Nel nostro programma non c'è scritto niente di quanto affermato dall'assessore Marson e quindi si pone una questione democratica: i programmi si possono cambiare, ma attraverso il confronto», ha tuonato nei giorni scorsi Matteo Tortolini, responsabile infrastrutture nella segreteria regionale del Pd. Stop al cemento. Ed è proprio il rapporto tra Regione e sindaci l'altro grande tema della revisione della legge urbanistica. Della giunta Rossi non c'è dubbio che la docente veneta si sia rivelata finora l'assessore più scomoda e discussa. Per due ragioni. La prima è che, dopo decenni di gru e nuove costruzioni, il neo assessore all'urbanistica ha detto: basta con il cemento, puntiamo piuttosto al recupero dell'esistente. E questo deve valere - ha spiegato - sia per l'edilizia abitativa che per i porti per i quali la Marson, proprio al nostro giornale, ha anticipato un cambio di rotta di 360 grandi: non più porti- cittadelle con tanto di alberghi, centri commerciali e ristoranti, ma approdi con poco cemento e per un pubblico medio e basso. L'autonomia dei sindaci. La seconda ragione che ha reso scomoda la Marson, proposta come assessore regionale dall'europalrmanete dell'Idv Pancho Pardi, è il suo difficile rapporto con i sindaci. «L'errore più grande commesso negli anni passati in Toscana? Aver dato autonomia ai comuni senza accompagnarla con adeguato sostegno. Non bisogna tornare al centralismo regionale ma creare ai poteri dei comuni i corrispettivi contropoteri», disse il neo assessore all'urbanistica, subito dopo il suo insediamento come assessore. Rossi difende la Marson. Dice Rossi: «La Marson è una donna molto intelligente e preparata. Finora le critiche sono state rivolte al suo metodo di operare. Ora a settembre dovremo entrare nel merito e si vedrà che tra Regione e comuni c'è sintonia. Noi siamo stati chiari in campagna elettorale: vogliamo in urbanistica segnare discontinuità rispetto al passato». Rossi insomma fa capire ai sindaci che sul metodo degli interventi della Marson si può discutere. Sul merito invece non si torna al passato.