Qualche sindaco ci è rimasto male ma era prevedibile... e poi ognuno ha la propria sensibilità M.L. FIRENZE. «Sull'impostazione culturale degli interventi finora fatti dall'assessore all'urbanistica Anna Marson io sono abbastanza d'accordo. Pensare che troppi metri cubi di cemento producano sviluppo è un errore in cui bisogna stare attenti di non incorrere». E' quanto sostiene Vittorio Bugli, ex sindaco di Empoli e attuale capogruppo del Pd in Regione. Perché i sindaci attaccano la Marson? «Siamo a delle polemiche sui giornali su temi generali e ognuno ha le sue sensibilità. Sono sicuro che appena entreremo nel merito il confronto porterà a trovare la chiave perché sia salvaguardata l'autonomia dei Comuni e il ruolo della Regione». Perché allora alcuni sindaci, compreso il responsabile regionale del Pd per l'urbanistica, sono stati molto critici? «Il grosso dei poteri di un comune oggi sono quelli urbanistici. E il nuovo assessore, appena si è insediato, ha polemizzato contro l'autonomia dei comuni. Era facile prevedere che qualche sindaco ci rimanesse male». A torto o a ragione? «I toni dell'assessore potevano essere più sfumati. Nel merito però l'autonomia non può essere un mito. Occorre un momento di contrattazione più forte rappresentato dalla Regione, anche per favorire il Comune». La Marson ha detto anche: stop al cemento. «E qui sono d'accordo. Lo sviluppo vero della Toscana deve essere manifatturiero, turistico e nei servizi innovativi. Rossi è stato chiaro in campagna elettorale: basta con la rendita del mattone, puntiamo sulla crescita del manifatturiero. D'altra parte che il mattone sia in crisi è dimostrato anche da quanto succede a livello planetario». Ok al recupero? «Certamente. I principi devono essere questi: costruire meglio, non di più, basta metri cubi nuovi, riqualificare le aree dismesse, semplificare le procedure una volta pianificato, compattare le città, favorire la mobilità pubblica, qualificare e rendere omogenea sul territorio la grande distribuzione ma non aumentarla, tanta energia verde, e così via». La Regione aveva fatto previsioni urbanistiche per 8 milioni di toscani. Come è stato possibile un errore simile? «Perché ogni comune ha fatto le sue previsioni senza quella contrattazione di cui si parlava. Qui è la chiave per rivedere la norma insieme ai Comuni: superare il fatto che ognuno vada per conto proprio e mettere l'autonomia dei comuni stessi in relazione a una visione più ampia. Ovviamente senza togliere spazio a nessuno». Marson promossa? «La persona è professionale e di valore. Diamole tempo e vediamo quali sono gli atti di governo che ci propone».