"È lautarchia il vero rischio. Blocca la crescita della città, i problemi della gente non vengono risolti" «Se Roma si autogoverna e si isola dal resto della regione, il rischio è che non si risolvono i problemi della città». Pur essendo favorevole al rafforzamento dei poteri della Capitale, lassessore allUrbanistica della Provincia, Michele Civita, teme che la svolta "autarchica" messa a punto nella bozza Alemanno-Calderoli non aiuti la crescita di Roma. Assessore, come le sembra questa bozza? «Mi sembra positivo il metodo, mi auguro che ci possa essere un vero confronto nel merito dei vari articoli. Le prossime settimane serviranno per migliorare il decreto ed evitare conflitti e dualismi tra le istituzioni, in particolare con la Regione, e per favorire una collaborazione e affrontare i problemi». Nel testo sparisce il progetto dellarea metropolitana e viene menzionato soltanto il Comune. «Perdere di vista larea metropolitana è un errore. Roma ha bisogno di più poteri ma anche di politiche di area vasta. Esponenti del governo ci dicono che è solo un decreto transitorio, in vista dellapplicazione della città metropolitana». Un esempio? «Ogni giorno a Roma entra una massa di persone pari ai residenti dellUmbria. Una politica dei trasporti non si può realizzare non tenendo conto della realtà. Se i poteri sul turismo passano al Campidoglio come si può pensare allo sviluppo senza considerare il porto di Civitavecchia o laeroporto di Fiumicino? I progetti non sarebbero pienamente efficaci». Pensa dunque a forme di collaborazione? «Sì, sui principali temi di sviluppo e pianificazione del territorio. Così si aiuta il Comune a decentrare funzioni e competenze verso i municipi per governare meglio i problemi dei cittadini». (la.ser.)