Quercianella: polemica per il centro fitness che sta nascendo nella baia Scogli, sassi, il mare subito profondo, la macchia mediterranea a strapiombo sulla baia e lassù, sul poggio più alto, il castello di Sonnino, immobile sentinella a presidio della scogliera. Era un panorama libero e selvaggio, appena ingentilito da qualche villa e da una rotonda, da sempre simbolo di Quercianella, frazione di Livorno appassionatamente amata da chi snobbava le spiagge facili e piatte della Versilia. Oggi la baia è sfregiata dalle spianate di cemento spinte fino in mare, sgraziate protuberanze che tagliano il profilo della costa. Quel che conta è piazzare ombrelloni, sempre più ombrelloni, e non importa se la spiaggia di sassi è quasi sparita. Sono anni che questa baia incantevole subisce oltraggi. E non è finita. Poiché la spiaggia diventa sempre più brutta, bisogna «riqualificarla». Ed ecco la grande novità. Sotto gli occhi sbigottiti di quercianellesi e villeggianti, ai bagni Tirreno, cresciuti malamente a ridosso della rotonda, sta sorgendo un «centro benessere». La rotonda è stata abbattuta e sostituita da un muretto ortogonale in cemento armato. E da questo spiazzo ormai anonimo le betoniere hanno versato colate di cemento per realizzare il nuovo edificio. Il tutto in pieno demanio marittimo. Il centro benessere, battezzato Cala Bianca, è una costruzione di notevole volume, che taglia in due la baia ed è progettata per accogliere una piscina riscaldata, vasca per talassoterapia con idromassaggio, due box per massaggi, bagno turco e sauna, più bar e ristorante. Giacomo Campodonico, il titolare dei bagni, è molto orgoglioso del suo investimento. «Credo che questo sarà lavvenire degli stabilimenti balneari», ha dichiarato al quotidiano Il Tirreno. In alcuni articoli il nuovo centro benessere è descritto come un ambiente molto raffinato, «fortemarmino», «con poltroncine, ombrelloni quadrati in stile gazebo e altre raffinatezze», «tutto in chiave decisamente chic». A dispetto delle lodi preventive, non corre buon sangue fra il titolare, convinto di aver dato alla piccola località marittima una nuova importante opportunità, e i quercianellesi, o almeno quelli che non dimenticano quanto era bella la «loro» scogliera e che - si dice - invocano la Madonna di Montenero perché mandi un uragano a distruggere il decantato centro benessere. La grande trasformazione dei bagni Tirreno è stata resa possibile da una serie di normative che hanno fatto danni ovunque: il condono ha permesso di sanare alcuni abusi; la sostituzione edilizia ha consentito di demolire e ricostruire i volumi esistenti, inclusi quelli condonati; il decreto milleproroghe premia i concessionari disposti a investire per «riqualificare» i bagni di cui sono titolari. Grazie a tutto ciò il restyling a base di cemento dei bagni Tirreno è stato autorizzato dal Comune di Livorno e dalla Soprintendenza di Pisa. I lavori sono andati avanti spediti e linaugurazione era annunciata per metà giugno. Lintoppo è arrivato per leccessivo entusiasmo del costruttore che, stando alle contestazioni, ha realizzato volumi tecnici non autorizzati. Quando il Comune e la Soprintendenza sono stati informati, è scattato il blocco dei lavori, peraltro subito ripresi grazie a un permesso parziale per portare a termine le opere autorizzate. Linaugurazione, però, è rinviata al 2011. Il titolare ha esposto i cartelli che mostrano il progetto di cui va tanto fiero. E se la prende con i quercianellesi che non condividono il suo entusiasmo e rimpiangono la loro baia, ormai irrimediabilmente sfigurata dal «restyling».