Eppure anche questanno stiamo godendo, nel pieno del centro storico e in una zona ad altissima densità abitativa, della diffusione di una serie di rumori ritmicamente e ossessivamente ripetuti, sparati a una potenza tale da impedire a chi abbia la fortuna di risiedere nella zona di concentrarsi su altro: dalle 21,30 alluna di notte, persino a casa propria, con le finestre chiuse, è impossibile dormire, lavorare, leggere, seguire un programma televisivo e, addirittura, parlare. Bisogna soltanto concentrarsi sul flusso della modernità che avanza, sulle "musiche" sparate ad altissimo volume, di cui possiamo godere grazie alla lungimiranza del presidente della Provincia Giovanni Avanti, come orgogliosamente ricorda ogni dieci minuti il dj di turno. E se poi il festival, nonostante la sua vita triennale (lanno scorso cerano anche le cubiste in topless), non attira più di una trentina di persone per sera, nella totale indifferenza dei numerosi avventori dei locali della zona, pazienza. Almeno si sarà ottenuto il risultato di rieducare i residenti, i quali si sono ormai trasformati in esperti internazionali di musica elettronica, non potendo far altro che subire senza scampo i decibel che fanno tremare persino le antiche pietre del Museo archeologico e di SantIgnazio allOlivella. Una sola cosa mi stupisce: come mai il presidente Avanti e lassessore provinciale alla Cultura non vengano ogni sera a godere di questevento imperdibile e che tanto lustro dà alla nostra città e al centro storico. Anzi, non comprendo come mai non abbiano deciso di tenere la manifestazione proprio nei quartieri ove loro risiedono.