Missione archeologica del Cnr di Catania a Durazzo: interessanti esiti dell'uso di nuovi metodi Una villa romana «ritrovata», senza aver fatto alcuno scavo, sotto i palazzi sorti dalla speculazione degli anni Sessanta e Settanta. L'importante scoperta archeologica, avvenuta in uno dei quartieri centrali di Durazzo, in Albania, è frutto di una ricerca multidisciplinare, dell'impiego di tecnologie innovative e di un inedito uso di vecchie strumentazioni, quali le antiche fotografie aree scattate negli anni Venti del Novecento e poi, tra gli anni 60 e 70, dai satelliti spia americani. L'idea e il progetto di ricerca, che ha già dato i primi importanti risultati, è frutto della collaborazione scientifica tra l'Istituto per i Beni ARCHEOLOGICI e monumentali del Cnr di Catania e l'Istituto archeologico di Tirana. La missione archeologica, guidata dal catanese prof. Daniele Malfitana e dall'albanese Eduard Shehi del Dipartimento delle Antichità d'Albania, si propone di studiare l'impianto urbanistico e l'area residenziale della città di Durazzo in età romana. La prima fase della ricerca, quella ora conclusa, si è basata sullo studio di documenti d'archivio, sulle foto scattate dall'alto tra le due guerre mondiali, su quelle riprese da satellite e sul telerilevamento. Grazie all'attento studio e alla comparazione di queste foto, esaminate ed interpretate da topografi e fotografi specializzati del Cnr, è stato possibile ricostruire l'immagine della città precedente al boom espansionistico e, soprattutto - come fa notare il prof. Malfitana - «sono state rintracciate tracce evidenti dell'impianto di una villa romana la cui struttura appare decisamente leggibile in tutta la sua iconografia. Risulta, infatti, ben evidente l'impianto del peristilio e degli ambienti che si affacciavano su di esso, l'abside di un ambiente probabilmente destinato alla basilica, come nella villa romana di Piazza Armerina». Questo significa che la pianta è già perfettamente leggibile prima ancora di aver avviato alcuna operazione di scavo archeologico. La speculazione edilizia ha cancellato l'edificio romano i cui ruderi, però, vivono ancora sotto il livello del suolo. Questo si deduce dalle attuali foto aeree e questo hanno confermato le indagini effettuate con un georadar che permette di leggere fino a parecchi metri in profondità nella parti accessibili grazie all'esistenza di un giardino pubblico. «I saggi e la campagna di prospezioni geofisiche effettuate nel mese scorso sono state elaborate da qualche settimana - dice il prof. Malfitana, che della missione archeologica è il direttore - ed è venuto fuori un risultato sorprendente che ha permesso di rintracciare gran parte delle strutture sommerse della villa romana che, confrontate con le immagini satellitari ed aeree della prima metà del secolo, offrono un'assoluta corrispondenza». Alla luce di questi risultati sarà avviata, a breve, una vera e propria indagine archeologica per riportare alla luce quanto rimane dell'impianto residenziale romano. Si tratta di un progetto di archeologia urbana che, grazie al sostegno delle autorità albanesi, è ora in fase di programmazione e potrà essere avviato nelle campagne successive. Nelle future attività di ricerca e di scavo saranno coinvolti giovani studenti dell'ateneo catanese e del corso internazionale di archeologia attivato dalla facoltà di Lettere e Filosofia che potranno così apprendere ed operare all'interno di un cantiere multidisciplinare a contatto con specialisti di formazione ed esperienze diverse che contribuiranno a sviluppare competenze in un settore di studi strategico ed in continua evoluzione. P. L. 23082010
SICILIA - Villa romana scoperta senza scavi
Una missione archeologica del Cnr di Catania ha scoperto una villa romana a Durazzo, in Albania, senza aver effettuato alcun scavo. La scoperta è stata possibile grazie all'uso di nuovi metodi, tra cui l'analisi di documenti d'archivio, foto scattate dall'alto e da satelliti, e telerilevamento. La villa romana è stata ritrovata sotto i palazzi sorti dalla speculazione degli anni Sessanta e Settanta. La missione archeologica, guidata dal prof. Daniele Malfitana e dall'albanese Eduard Shehi, si propone di studiare l'impianto urbanistico e l'area residenziale della città di Durazzo in età romana.
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