Ottocento biglietti al giorno con punte di 1400. Mancano strutture idonee per contenere massicci arrivi turistici. Non visitabile la barca dissepolta Ercolano, leterna seconda, condannata a vivere allombra del Vesuvio e di Pompei. Servizi insufficienti, turisti non soddisfatti, scavi trascurati. E ben un quarto delle case (su un totale di circa 50) ancora chiuse. Degrado, ma non solo. «Colpa soprattutto della mancanza di personale», denunciano i dipendenti. Il loro quartier generale, non lontano dal ponte dingresso allo scavo, comprende due stanzette anni '70 con crepe sui muri, in attesa di restauro. «Siamo sovraccarichi di lavoro. A volte vigiliamo in otto, su unarea di 4,5 ettari, quando dovremmo operare almeno in sedici. Ma molti colleghi sono in ferie. Nessun rimpiazzo, nemmeno provvisorio. Dove sono i finanziamenti investiti dalla Sovrintendenza per il rilancio archeologico dei nostri siti? E i 3 milioni e mezzo stanziati a giugno dallex commissario Marcello Fiori per la ristrutturazione dellarea dellantica spiaggia?». Letà media del personale è intorno ai cinquanta anni. «Non abbiamo mai assistito a un vero ricambio generazionale lavorativo. Le assunzioni sono centellinate negli anni», commentano i dipendenti. Ercolano sembra non decollare. Strano però, perchè i numeri confermerebbero un trend opposto. Secondo Rosa Cerchia, responsabile della nuova biglietteria che da due anni ha rimpiazzato il vecchio ingresso di epoca fascista, «dopo la debacle di due anni fa, dovuta allemergenza rifiuti, ci sono dei risultati positivi. Questanno abbiamo superato il numero di visite del 2009, strappando 800 biglietti al giorno, con picchi di 1400». Ma le carenze sono tante. «Se Pompei, con i suoi 3 milioni dingressi lanno, gode comprensibilmente di più finanziamenti e prestigio dimmagine - aggiunge la Cerchia mentre spiega ad una visitatrice straniera che le poche guide tradotte in inglese sono già finite, e sono appena le undici -, è anche doveroso che Ercolano non sia lasciata in disparte, tralasciata dalle istituzioni, quindi anche dai turisti, che sono, per lo più, del tipo "mordi e fuggi"». Altro problema di sempre. La città non ha strutture idonee per contenere massicci arrivi turistici. Persino il Museo archeologico virtuale a via IV novembre sembra troppo lontano dal nuovo parcheggio comunale (circa 100 posti), che dirotta auto e bus, nella zona sud degli scavi, più isolata dal centro, cinta da una tendopoli di chioschi improvvisati. Molti gli stranieri, soprattutto francesi in questo agosto, come confermano anche dallo stand dellaudioguida. Quasi tutti raggiungono Ercolano in pullman, pochi con la Circumvesuviana, pochissimi (perché non la conoscono) con Campania Arte Card. Per un prezzo di 11 euro, uguale a quello di Pompei, si visita un luogo grande meno della metà. Nellarea bassa degli scavi cè soltanto una fontanina (non segnalata), e da sei anni si attende una gara per la sistemazione di unarea di ristoro. E la Villa dei papiri e la Casa del Bicentenario restano chiuse. «Mentre le Terme suburbane, riaperte solo pochi giorni fa dopo dieci anni "su progetto", rischiano di richiudere a dicembre», spiega un altro custode. «In pratica ci viene chiesto, per 45 euro netti a turno, di rinunciare al nostro giorno di riposo settimanale, per provvedere alla cura e monitoraggio dei monumenti aperti. Ma il contratto scadrà a fine anno». E il padiglione della barca? Quello è almeno visitabile? Neanche a parlarne. «Sarebbe bastato un lavoro di mezzora per rimettere in sicurezza, dopo i crolli recenti, larea che ricopre lantico scafo in legno, ma tutti gli operai sono in ferie». (pa. de lu.)
CAMPANIA - "Ma Ercolano resta la Cenerentola" - La denuncia dei dipendenti della Soprintendenza: "Eterna seconda"
Il sito archeologico di Ercolano, vicino a Pompei, sta soffrendo per la mancanza di strutture idonee per contenere i massicci arrivi turistici. I dipendenti del sito lamentano la mancanza di personale e di finanziamenti per il rilancio archeologico. La barca dissepolta di Ercolano non è visitabile a causa della mancanza di personale e di finanziamenti. I dipendenti hanno anche denunciato la mancanza di servizi sufficienti per i turisti, come guide tradotte in inglese e ristoro. La città di Ercolano non ha strutture idonee per contenere i turisti e molti visitatori arrivano in pullman o con la Circumvesuviana.
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