FORDONGIANUS. Forse finirà nella piscina di qualche villa a cinque stelle extralusso. Oppure servirà ad abbellire qualche collezione privata di instancabili ammiratori di opere d'arte. Di sicuro ci vorrà una grossa mazzetta di euro per acquistare la scultura a forma di pantera che i ladri hanno fatto sparire, nella notte tra martedi e mercoledì, dal complesso archeologico delle terme romane. Gli esperti la chiamano protome (testa umana o animale, in rilievo usata nell'arte antica come elemento decorativo di strutture architettoniche e sculture) e faceva parte dell'antichissima (V o VI secolo dopo Cristo) e preziosissima decorazione di una piscina delle terme ad acqua sulfurea, conosciuta dai romani sin dai primi secoli della loro dominazione in Sardegna. Ma per i ladri, probabilmente, le parole ricercate e le indagini storiche sull'origine di quella testa di pantera, dalla quale sgorgava acqua a temperatura elevata, hanno poco interesse. Su una cosa però non si sbagliavano: la scultura ha un valore storico inestimabile e sul mercato clandestino dei reperti archeologici può fruttare parecchi soldi. Così, martedì sera, coperti dal buio sono arrivati in auto e non hanno avuto difficoltà a scavalcare la recinzione che protegge lo stabilimento termale di epoca romana. Una volta dentro non hanno certo usato il guanto di velluto, bensì un crick di automobile e un piede di porco per divellere la scultura in trachite che raffigurava la testa di una pantera. Qualcosa o qualcuno però potrebbe averli disturbati durante le operazioni, perché nella fuga hanno lasciato proprio gli arnesi del mestiere a due passi dal luogo in cui avevano messo a segno il colpo. Quindi sono spariti, assieme alla pregiata scultura, in ottimo stato di conservazione, ritenuta dagli esperti un manufatto di epoca bizantina. Di tempo per nascondere a dovere la statuetta ne hanno avuto tantissimo. Della misteriosa sparizione infatti ci si è accorti soltanto nel tardo pomeriggio di mercoledì, quando alcuni soci della cooperativa Forum Traiani stavano operando all'interno del complesso termale. Per tutta la mattinata infatti erano stati impegnati in operazioni di pulizia in una collinetta del sito archeologico, a una certa distanza dalla grande piscina d'acqua sulfurea. La telefonata ai carabinieri è partita subito, ma era già troppo tardi per mettersi sulle tracce dei ladri d'antichità. Un punto di partenza però le indagini ce l'hanno proprio nel crick e nel piede di porco. Dimenticati durante una fuga precipitosa o forse lasciati lì perché la scultura pesa parecchio e per trasportarla e caricarla dentro un'auto serve la forza di più di due braccia? Fatto sta che adesso la pantera di Fordongianus è pronta per diventare un pezzo pregiato del mercato clandestino e il rischio è che possa essere facilmente venduta dai trafficanti di reperti archeologici e finire magari lontano dal luogo in cui è stata rubata. E suonano come una beffa le richieste fatte dal sindaco di Fordongianus, Efisio Demartis, per istituire un servizio di sorveglianza del complesso termale. Sino ad oggi l'unico controllo viene infatti effettuato dai componenti della cooperativa Forum Traiani, che vi lavora ma per promuovere manifestazioni culturali.