Il sovrintendente con le valigie in mano. Tra pochi giorni l'architetto Giorgio Rossini, da circa due anni alla guida della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia, potrebbe lasciare il suo incarico. Con l'entrata in vigore del decreto attuativo sulla riorganizzazione e il nuovo codice del Ministero dei Beni Culturali, dovrebbe scattare l'avvicendamento, ormai deciso a Roma. A ispirarlo - secondo quanto si dice in Via del Collegio Romano, sede del Ministero - sarebbe in particolare il suo predecessore Roberto Cecchi, ora direttore di dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici. A Rossini sempre secondo i si dice si rimprovererebbe una gestione un po' ondivaga dell'importante ufficio veneziano. A decidere formalmente la sua sostituzione dovrebbe comunque essere il nuovo direttore generale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto Pasquale Bruno Malara, in. carica da pochi mesi. Per una serie di questioni, Rossini è stato spesso, soprattutto nell'ultimo anno, nell'occhio del ciclone. L'ultima vicenda è quella che riguarda la gestione di Piazza San Marco, con la concessione alla Dreamworks del prestigioso spazio che avrebbe, però, ricevuto il placet da Roma, nonostante qualche perplessità dello stesso Rossini, con i conseguenti danneggiamenti ai masegni della delicata pavimentazione marciana, provocati dal peso eccessivo di macchinari e strutture installate dalla casa cinematografica statunitense. Un via libera destinato a ripetersi, tra pochi giorni, per il passaggio a San Marco di cavalli e carrozze per le riprese di un'altra megaproduzione statunitense, come il Casanova della Walt Disney. Ma polemiche molto forti avevano provocato anche l'annuncio del sovrintendente di voler allontanare le grandi navi da crociera dal Bacino di San Marco, applicando il nuovo Codice dei Beni Culturali varato dal ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani. A polemizzare con Rossini, in questo caso, era stato soprattutto il presidente dell'Autorità Portuale Giancarlo Zacchello, affermando che il provvedimento non sarebbe mai stato applicato. E per ora, nonostante annunci e ultimatum, per il Bacino di San Marco tutto è rimasto come prima. Ma a far discutere, nelle ultime settimane, anche un'altra iniziativa di Rossini. Quella di entrare a far parte della commissione selezionatrice del progetto vincente per la costruzione del nuovo Palazzo del Cinema della Biennale nell'area del Garden al Lido, quando già infuriava la polemiche sollevate da cittadini, associazioni ambientaliste e cittadini lidensi per l'abbattimento dell'area verde, attualmente sottoposta a vincolo. In un anno obiettivamente sfortunato per la Soprintendenza veneziana segnato anche dai recenti danneggiamenti a colpi di martello da parte di uno psicolabile di uno dei capitelli originali di Palazzo Ducale e a corto di fondi e di personale l'ormai probabile sostituzione di Rossini sembra comunque non essere un provvedimento di routine, dopo solo un biennio. Anche alcune pur caute prese di posizione dell'architetto come l'istruttoria negativa sul progetto Mose, firmata dal sovrintendente avrebbero contribuito a creare il clima che sta determinando l'addio.