Conclusa la campagna di scavi 2010: sesto anno di intensa attività nella terra di Vespasiano. Soddisfatto l'archeologo Coarelli. Spuntano altri tesori dal terreno Cittareale. Consensi dallo storico Tersilio Leggio. Melilli: «Bloccati dalla burocrazia» Vincenzo Colandrea Sesto anno di una intensa attività nella terra dell'imperatore Vespasiano, condotta, come sempre, dall'illustre archeologo Filippo Coarelli. È stato lo stesso ad illustrarne i risultati nell'auditorium di piazza Santa Maria. Della qual cosa si è compiaciuto il sindaco Pierluigi Feliciangeli, soddisfatto e stimolato a non trascurare nulla per approfondire un lavoro di scoperta i cui risultati stanno già dando lustro a Cittareale. Basti pensare ai milioni di visitatori che hanno osservato i reperti di Falacrina esposti al Colosseo e alle migliaia di presenze a Cittareale nel piccolo apprezzato museo allestito fin dai primi scavi. Un segno di particolare sensibilità da parte del sindaco, evidenzia Coarelli, che ha consentito a Cittareale, piccola comunità, di porsi in primo piano al confronto con città blasonate in proposito. «Dopo i fasti della quinta campagna dice Coarelli - coincidente con il bimillenario della nascita di Tito Flavio Vespasiano, quest'anno si è voltato pagina nell'impegno verso altri studi». Si è lavorato con la presenza di settanta studenti volontari di tutta Europa, alcuni australiani, per accelerare il completamento degli scavi nella villa che sembra ormai accertato essere la residenza di Vespasiano vista la grandiosità con i circa cinquemila metri quadrati, pavimenti di fattura e di materiali fuori dall'ordinario. Chi altro poteva permettersi tanto? Si sono aperti nel 2010 altri due fronti. A Bricca, frazione a pochi metri dalla chiesa di San Silvestro vicino Collicelle. Zona che, pur compromessa, purtroppo, dalla costruzione di una sopraelevata, ha restituito una necropoli con una terracotta del IX secolo, definito, con l'VIII, «buco nero» per la scarsezza di documentazione, e materiale in ceramica. Ma in questa zona non è stato possibile continuare. Ancora un sito scoperto in località «Pisciarello», il più in alto. «Qui - dice Coarelli - dai segni emersi, è possibile una presenza sotterranea». Oggetti di lavoro, cioè, e tracce di una struttura ad indicare un luogo di produzione. Resta un gran lavoro da fare per il quale, si lamenta l'archeologo, mancano i fondi necessari. Parole di consenso e di stimolo sono state pronunciate dallo storico Tersilio Leggio per «una avventura cominciata senza immaginare che si arrivasse a tanto». Si associa Fabio Melilli, presidente della Provincia, augurandosi che «Cittareale sia di esempio sulla Via del Sale. Siamo, purtroppo, - aggiunge - drammaticamente lenti. I soldi ci sono, bloccati, però, dalla burocrazia».