Gli antichi resti messapici senza indicazioni né cartelli L'associazione «Vivere Lecce» lancia una campagna «E poi i Leccesi s'ostinano a tenersi civili, e s'adontano se talvolta s'odano appellare barbari! E dove sono più quei nostri buoni padri e veramente civili, che con calore e valore sostenevano, scrivendo e parlando, essere quelli distanti un miglio delle nostre mura i resti della Rudia, o Roda, o secondo Strabone, della Città dei Rodei, la certissima patria di Ennio?». Così scriveva, il 12 Ottobre 1868, il duca Sigismondo Castromediano, figura illuminata della storia salentina. A distanza di quasi 150 anni, però, poco o nulla è cambiato. L'esistenza dei resti dell'antica città di Rudiae, infatti, patria di Ennio, poeta e fondatore della letteratura latina, che vi nacque nel 239 a.C., non risultano neppure segnalati da cartelli stradali, al contrario di altre zone limitrofe. A sinistra, il parco archeologico di Rudiae; a destra Porta Rudiae. L'associazione «Vivere Lecce», presieduta da Beppe D'Ercole, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per sistemare una segnaletica adeguata che consenta di raggiungere il parco archeologico e di illustrare la storia dell'antica città Un tempo, la direzione verso l'importante centro messapico era indicata da Porta Rudiae, la più antica delle porte di accesso al nucleo antico di Lecce, così denominata proprio perché volge lo sguardo verso la città dei Rodei. Porta Rudiae fu ricostruita nel 1703 dal nobile leccese Prospero Lubelli. Essa è costituita da un unico fornice, affiancato da due colonne per lato che poggiano su di un podio e che sorreggono un fregio in cui sono collocati i busti dei mitici fondatori della città: Malennio, Dauno, Euippa e Idomeneo. Tale porta, detta anche di Sant'Oronzo, è sormontata dalla statua del santo protettore di Lecce e da quelle degli altri protettori della città Santa Irene e San Domenico. Un'epigrafe latina ricorda come la porta fu ricostruita per legato del leccese Prospero Lubelli sotto il sindaco Cesare Belli. Al recupero e alla sviluppo di Rudiae è improntata la nuova iniziativa intrapresa dall'associazione «Vivere Lecce», che dopo il successo della visita guidata all'antica città messapica, organizzata nei mesi scorsi, propone ulteriori idee per tenere alta l'attenzione su Rudiae, oggi identificata con i resti archeologici situati nel comune di San Pietro in Lama (località Rugge), a pochi chilometri da Lecce. L'iniziativa attuale, denominata «10 euro per Rudiae», intende realizzare uno o più epitaffi da posizionare intorno alle mura di Rudiae, magari all'altezza del fondo Epitaffi che si trova vicino al ripetitore. «È evidente - commenta Beppe D'Ercole, presidente dell'associazione - che il fondo ha preso tale nome appunto dagli epitaffi che ancora esistevano ai tempi del Duca Castromediano, così come il fondo di proprietà comunale che ha assunto, nel tempo, la denominazione Fondo Acchiatura, appunto per i tesori ritrovati. L'iniziativa comporterà anche l'incisione dei nomi dei sottoscrittori accanto ai cippi, a testimonianza dell'attenzione di tanti concittadini e quale stimolo verso l'amministrazione comunale. È evidente che si possono versare anche più di 10 euro». Per aderire al nuovo progetto mirato alla tutela e alla promozione di uno dei parchi archeologici più importanti del Salento, basterà versare sul conto corrente postale numero 15714736 intestato ad «Associazione Vivere Lecce» (non sarà accettato denaro contante). L'elenco dei nomi dei sostenitori, oltre che sui cippi che saranno realizzati, sarà anche pubblicato sul sito dellassociazione http:viverelecce.altervista.org. L'esecuzione del versamento autorizzerà pertanto l'associazione alla pubblicazione dei nomi.