L'assessore Molino: vincoli più rigidi su frazionamenti e ampliamenti FORTE. Non un metro cubo di nuova edificazione riguarderà Roma Imperiale e la zona costiera che sono vincolate. E potrebbe arrivare a trent'anni, così come chiede la Regione Toscana, il vincolo di invendibilità delle prime case realizzate con il nuovo piano non potrà partecipare ai bandi in passato ha realizzato alloggi in cooperativa per la prima casa e poi l'ha venduta. Sono le tre novità che annuncia Michele Molino, assessore all'urbanistica, suo malgrado al centro di polemiche che stanno spirando forti da Roma Imperiale verso piazza Dante, soprattutto a causa dei cosiddetti frazionamenti che sono previsti dal Piano prima casa. «Basta con le polemiche - esordisce Molino -, non portano a nulla. Difendiamo il Piano prima casa semplicemente perché è stato fatto per andare incontro alle esigenze dei fortemarmini. L'apertura al dialogo che sembra solo ora arrivare dal Pdl, mi pare francamente tardiva, visto che da tempo chiedevamo un contributo all'opposizione senza averne alcuna risposta. «La verità - prosegue Molino - è che il Pdl ha voluto cavalcare l'onda emotiva dei frazionamenti, pur non avendo mai affrontato storicamente da almeno 13 anni il tema della casa per i residenti. Comunque sia, noi ci apprestiamo a scendere in piazza, nel senso che andremo dai cittadini a spiegare, zona per zona, i punti salienti del nuovo piano urbanistico, che ricordo è riservato a chi era residente al Forte già nel febbraio 1999, e non possieda in tutta Italia abitazioni intestate anche a componenti del nucleo familiare». Inoltre, spiega Molino ci sarà un vincolo invendibilità per i due alloggi ricavati con il frazionamento. «Anzi opereremo per riuscire a portare il vincolo a scadenza trentennale e a escludere chi in passato ha già beneficiato di piani prima casa ma ha poi rivenduto l'alloggio costruito in cooperativa». Niente, al momento, sembra dunque previsto per "cassare" la norma sui frazionamenti nella zona di Roma Imperiale. Tornando alla politica, Molino pensa che «il Pdl tema fortemente che l'amministrazione comunale possa centrare questo importante obiettivo del proprio mandato. E sta mettendo in atto tentativi velleitari di apparire come un baluardo a difesa del territorio, lasciando intravedere i possibili danni al territorio e smuovendo un polverone mediatico. Francamente mi auguro che consiglieri e dirigenti dell'opposizione vengano numerosi a confrontarsi con noi e i cittadini nelle assemblee pubbliche e in quelle sedi sarà facile per tutti capire da pulpito viene la predica. Tra l'altro anticipo che negli incontri che saranno presto calendarizzati avremmo piacere di vedere tutti, non solo i fortemarmini direttamente interessati al piano, ma anche coloro che qui vivono per molti mesi l'anno, quanti hanno ville e case e perché no, anche chi vi viene soltanto in villeggiatura: il Forte è un patrimonio di tutti e quindi tutti possono aiutarci a gestirlo al meglio».