Dal 25 agosto la città rievoca lindimenticabile 1960 Ed entra nel vivo la corsa per la candidatura al 2020 I Giochi furono per Roma un vero e proprio spartiacque urbanistico e architettonico Le sera di mercoledì in Campidoglio gli atleti che presero parte alla competizione Quando nel 1896 il barone Pierre de Coubertin ebbe lidea di far rivivere i Giochi Olimpici forse non immaginava quanto lontano quellidea avrebbe portato. Influenzando la politica, ma anche plasmando e trasformando le città. A chiusura di un decennio denso di Dolce Vita e ultimi sprazzi di Neorealismo, Democrazia Cristiana e Guerra Fredda, Coppi e Bartali, Vespe e Lambrette, Rai e miracolo economico, quel 1960 inaugurerà infatti a Roma un altro densissimo decennio, a partire dalle tante e importanti trasformazioni urbanistiche che furono operate proprio per ospitare i Giochi. Dal 25 agosto fino all11 settembre, cioè nello stesso periodo in cui nel 1960 si svolse la XVII Olimpiade, Roma ricorderà quellavvenimento che segnò unepoca. Le sera di mercoledì 25 agosto (alle 20), per inaugurare liniziativa, saranno invitati in Campidoglio sportivi che parteciparono ai Giochi Olimpici del 1960 come Nino Benvenuti, ex pugile italiano in quellanno medaglia doro; Donald Bragg, che vinse il salto con lasta; Andras Bodnar, pallanuotista ungherese medaglia doro a Tokyo 1964; e Giancarlo Peris che nel 1960 fu lultimo tedoforo (cioè colui che porta la "teda", fiaccola cerimoniale contenente la fiamma olimpica), che, con cinque bambini, accenderà simbolicamente il braciere olimpico. Sarà anche loccasione per vedere il film La grande Olimpiade di Romolo Marcellini, il film ufficiale dei Giochi, che nel 1961 ebbe una nomination agli Oscar: il più bel film sui Giochi Olimpici, tuttavia, resta Olympia di Leni Riefenstahl, che lo girò a Berlino nel 1936, in pieno nazismo e che perciò, nonostante sia un capolavoro, avrà per sempre il marchio di quel regime. La Roma degli anni Cinquanta - cui persino una mostra aperta fino al 14 novembre ai Mercati di Traiano ("La Dolce Vita. 1950-1960") guarda con nostalgia - diventa dunque altro proprio a partire dalle Olimpiadi del 1960, che costituiranno una sorta di «spartiacque fondamentale per tutta lurbanistica e la mobilità romana, una vera rivoluzione» come spiega Italo Insolera, architetto, urbanista e storico italiano. Roma - grazie alle Olimpiadi - si espande verso il mare attraverso lEur (dove vengono edificati i nuovi impianti sportivi, come il Palazzo dello Sport, il Velodromo, i campi delle Tre Fontane, la piscina delle Rose). Con la nuova via Olimpica - realizzata per consentire di raggiungere velocemente i campi sportivi del Foro Italico dallEur e viceversa - collegherà, quando nel 1980 sarà finalmente terminata, tutti i quartieri. Vede la nascita del Villaggio Olimpico in quello che «negli anni Quaranta era un campo per sinistrati di guerra e che diventerà il miglior quartiere di case popolari di Roma». Viene poi avviata, conclude Insolera, la realizzazione dei sottovia di Porta Pinciana-Lungotevere: «due assi di scorrimento fondamentali per tutto il centro cittadino; e viene inaugurato laeroporto Leonardo da Vinci, il grande scalo che collegherà la capitale dItalia al resto del mondo». Intanto Roma annuncia ancora una volta la propria candidatura per ospitare i Giochi Olimpici del 2020. Perché, certo, come diceva de Coubertin «Limportante è partecipare»: meglio ancora, chissà, se lo si fa restando a casa.