Mottola Molfino: cè il rischio di sfruttamento dei beni, riuniamo una Consulta aperta a tutti Alessandra Mottola Molfino, lei è stata direttrice centrale della Cultura a Palazzo Marino e oggi è presidente di Italia Nostra. Che cosa ne pensa della politica del Comune che cerca sponsor per le sue iniziative culturali? «Anche quando ne facevo parte lamministrazione ha sempre tentato di trovare sponsor. Non è facile, però, dialogare con privati: devono essere motivati da serie ragioni culturali e non voler semplicemente sfruttare i beni. Con Albertini e Carrubba ottenemmo due grandi finanziamenti per Palazzo Reale e il Castello Sforzesco. Proprio parlando del Castello, invece, trovo molto gravi tutti questi eventi che potrebbero mettere a rischio la dignità del luogo. Addirittura adesso si concedono i cortili per le feste di partito...». Crede che si possa correre il pericolo di svendere la cultura? «Ci vuole molta attenzione perché, come insegnano i detti popolari, "chi vende scende". Cercare sponsor va bene, ma bisogna costruire con loro progetti che diano valore. È giusto che chi investe abbia visibilità, ma la regia deve rimanere in mano pubblica: i beni culturali sono di tutti e non possono essere regalati. Non si deve trasformare questa iniziativa in un mercato, ma cercare nuovi mecenati più che sponsor. Anche per Milano propongo quello che ha fatto anni fa il Comune di Torino: una Consulta in cui siedano i soggetti pubblici, le fondazioni bancarie, le grandi aziende e tutti quei privati che vogliano contribuire seriamente». È daccordo con lappello ad "adottare" le opere darte? «Sono molto favorevole alla proposta dellassessore Finazzer. Il Museo del Novecento, ad esempio, ha vuoti che potrebbero essere riempiti da mecenati o dagli stessi artisti. È su questo che si deve puntare perché abbiamo bisogno di donazioni di grande qualità e non di chi sfrutta per una sera la Sala delle Cariatidi per un evento». (a.gall.)