Il progetto del Comune Tutto fermo in attesa della variazione duso Intanto negli edifici del Comune in rovina vivono i disperati San Salvi, Palazzo Vecchio apre alloperazione memoria. Per la prima volta dopo lapprovazione del 2007 del Piano urbanistico esecutivo (Pue), subito denunciato dal Comitato "San Salvi chi può" come una «speculazione immobiliare», il Comune riapre la discussione in vista del nuovo Piano strutturale. E nel futuro dei 30 ettari progettati dallarchitetto Giorgio Roster e inaugurati come ospedale psichiatrico nel 1891 si materializza lipotesi di destinare parte degli spazi a luogo della memoria. Un museo là dove, fino alla riforma Basaglia del 1978, cerano i padiglioni lager o magari un centro di ricerca psichiatrica. Fino ad oggi il futuro di San Salvi, sulla base delle carte approvate, è quello di un quartiere residenziale di lusso: appartamenti immersi nel verde del parco. Appartamenti serviti da parcheggi e magari con la fermata del bus davanti allingresso, come aveva pensato una quindicina danni fa il sindaco Mario Primicerio. Una mera operazione di trasformazione degli antichi padiglioni, per la quasi totalità vincolati dalla soprintendenza. «Senza aumentare di un centimetro quadrato il cemento che già cè», è la promessa del Comune. «Ma col rischio di dar vita ad un banale quartiere residenziale, ancorché di fascia alta», ammette Palazzo Vecchio. Convinto adesso che il recupero dellarea non possa comunque fare a meno della memoria. Proprio la richiesta rilanciata su queste pagine nel corso degli ultimi giorni da alcuni psichiatri fiorentini: gli scantinati che ancora oggi ospitano le cartelle cliniche delle migliaia di pazienti ospitati per quasi un secolo non possono essere cancellate con un colpo di cazzuola. E visto che il Piano strutturale verrà adottato a metà ottobre (questa almeno la data indicata dal sindaco e assessore allurbanistica Matteo Renzi), cè ancora tempo per ripensare a quel progetto. «Stupisce che si pensi a San Salvi e non a Castelpulci, dove morì lo scrittore Dino Campana: la Provincia non ha trovato di meglio che destinarlo alla scuola della magistratura», si annota con polemica a Palazzo Vecchio. San Salvi è però pur sempre un pezzo di città, anche se il sindaco Renzi non lha inserito tra i 100 luoghi da recuperare per via dei tempi lunghi che richiederà loperazione di recupero urbanistico. Proprietaria di circa due terzi dei padiglioni, che ospitano oggi gli uffici amministrativi della sanità e il dipartimento di psicologia, lAsl è intenzionata a vendere tutto quanto. E incassare così 40, forse 50 milioni di euro (stime precise non ce ne sono). Ma oggi tutto è fermo. Immobilizzato. Compreso laccordo di programma Comune-Regione di cui il direttore Giovanni Menduni custodisce nei suoi cassetti la bozza. Tutto fermo in attesa che Palazzo Vecchio definisca il cambio di destinazione, perché nessun imprenditore comprerebbe un padiglione ad uso sanitario. La vendita si risolverà in una speculazione, come sostiene il Comitato? «E lo strumento urbanistico a decidere cosa si deve costruire e cosa no», fa presente lamministrazione. Ed è proprio sul cosa che si apre la discussione: «Il progetto del 2007 dovrebbe essere rivisto tenendo conto adesso del parco di via del Mezzetta, valutando anche la possibilità di aprire un varco a fianco del liceo scientifico Gramsci», dice il presidente del Quartiere Gianluca Paolucci. Anche lui favorevole al recupero della memoria del luogo: «Si tratti di un archivio storico o al massimo di un museo». Ogni operazione di recupero non potrà comunque eludere il rebus irrisolto degli edifici di proprietà del Comune sul lato di via del Mezzetta: edifici ormai fatiscenti occupati da anni da immigrati e disperati senza tetto.