Difetti di comunicazione tra Comune e soprintendenza impediscono le visite. Sbarrati anche altri siti Negato ai turisti l'accesso ai resti musivi di «Villa romana». Non v'è alcuna possibilità di visitare il sito archeologico dall'interno, ma soltanto di guardare le rovine attraverso l'inferriata che le delimita. L'inconveniente deriverebbe da un «difetto di comunicazione» tra la Sovrintendenza ed il Comune. «Noi non abbiamo le chiavi per poter accedere al sito», ha riferito l'assessore al Turismo Fabio Cancemi, puntualizzando: «Qualche tempo fa avevo chiesto alla Sovrintendenza di stipulare un protocollo di intesa con noi, in modo da poter gestire i resti, ma ancora non ho avuto alcuna notizia». L'Ente locale dunque è impossibilitato ad aprire i battenti del sito. La curiosa circostanza stride con la necessità di valorizzare il patrimonio archeologico di Avola, nell'ottica di una sua diffusione e promozione, specie con quanti giungono in città per scoprire gli itinerari archeologici e paesaggistici. Di questo parere è anche il presidente della Pro Loco di Avola Peppino Corsico: «E' assurdo negare l'accesso ai resti. Anche noi abbiamo inoltrato un'istanza alla Sovrintendenza per consentirci di gestire il sito attraverso il personale che opera alla Pro Loco». Il presidente ribadisce, inoltre, la disponibilità, da parte dell'associazione turistica, di adoperarsi per guidare i turisti nella visita alla Villa romana così come in altri siti, fra cui il «Trappeto» di via Villafranca. Qualche tempo fa i resti della Villa, che sorge sul lungomare Tremoli, sono stati oggetto di lavori da parte della Sovrintendenza. Il rinvenimento di nuovi reperti ha determinato l'abbattimento di un muro a secco, poi ripristinato, che la delimita e la realizzazione di una copertura, per proteggere gli scavi. Quest'ultimo intervento non sembra però essere stato gradito, per lo meno dal punto di vista estetico, da diversi cittadini: «La tettoia è una vera e propria bruttura, anziché valorizzare il sito lo deturpa», hanno commentato in tanti. Copertura a parte, che probabilmente è stata apposta per validi motivi, i resti di Villa Romana al momento sembrano destinati all'oblio e alla noncuranza. Il sito, che qualche tempo fa fu ripulito dal Comune, allo stato attuale risulta ricoperto da erbacce, che crescono rigogliose all'ombra della tettoia. Un vero e proprio scempio per una città che si fregia dello status di «Città d'arte ad economia prevalentemente turistica», ottenuto qualche anno fa dalla Regione siciliana. La Villa, risalente al II secolo avanti Cristo, si consegna così ad un futuro che non ha nulla a che vedere con i fasti del passato. Cenzina Salemi 22082010
SICILIA - Villa romana chiusa al turismo
Il sito archeologico della Villa romana di Avola è chiuso al pubblico a causa di un difetto di comunicazione tra il Comune e la Sovrintendenza. Non è possibile visitare il sito dall'interno, ma solo guardare le rovine attraverso l'inferriata. L'assessore al Turismo del Comune ha riferito che non ha le chiavi per accedere al sito e che la Sovrintendenza non ha stilato un protocollo di intesa con il Comune per gestire i resti. Il presidente della Pro Loco di Avola ha espresso la sua disapprovazione per la decisione e ha richiesto di poter gestire il sito attraverso il personale della Pro Loco.
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