Dopotutto i libri bisogna amarli, altrimenti è difficile trovare la strada giusta per farli vivere, e crescere. Questo veniva in mente leggendo le cronache dello scontro tra Federico Motta, che è il presidente dell'Associazione italiana editori e il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani. «Si rimane sgomenti», ha dichiarato Motta, «nell'ascoltare un ministro del Governo italiano che sembra non possedere le elementari categorie che pongono tra le priorità della politica, accanto al salvataggio delle aziende pubbliche in crisi, la scelta delle indispensabili priorità di investimento strategico». Parole di fuoco. Deluso dal ministro dei Beni Culturali, Motta ha lamentato anche «la totale assenza della Presidenza del Consiglio». Il vicepresidente dell'Aie Ferruccio de Bortoli propone un tavolo comune per aiutare la lettura, aggiungendo un appello a tv, radio e gestori di reti per guardare con maggiore attenzione al mondo del libro. Di fronte alla necessità di allargare la platea dei lettori in Italia, insomma, il ministro dei Beni Culturali mostra la borsa vuota e se la cava con qualche battuta. Sull'altro fronte il ministro Moratti inventa le dieci giornate in dieci città per promuovere i classici. Un'iniziativa lodevole, ma di dubbia efficacia. Come non basta uno spot per promuovere un prodotto, così non basta una giornata per promuovere Dante. Il ministro Gasparri, poi, ha invitato i Tg a recensire i libri anche nelle trasmissioni di maggior ascolto. Ma l'uscita ha tutta l'aria di una battuta estemporanea. Di norma i Tg e la Tv in genere non parlano quasi mai di libri e di scrittori. Quando è morto Cesare Garboli (ma gli esempi potrebbero essere infiniti) la notizia è stata data a mezza bocca, come se i fatti della cultura non riguardassero tutti. Figurarsi i libri: che sono tanti e dunque vanno scelti e trattati in modo adeguato al mezzo. Non è facile, lo diciamo al di là delle polemiche, dare un sostegno adeguato al mondo del libro. Da anni si attende una legge che non viene. Ma sarebbe necessaria una correzione di rotta e non, per restare alle metafore marinare, un bel naufragio perché la barca dei Beni Culturali fa acqua e tiene a malapena il mare.
Se i libri non piacciono al ministro
Il presidente dell'Associazione italiana editori, Federico Motta, ha espresso delusione per le dichiarazioni del ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, che sembrano non comprendere le priorità della politica. Motta ha lamentato la totale assenza della Presidenza del Consiglio e ha chiesto un tavolo comune per aiutare la lettura. Il ministro Urbani ha proposto un'initiativa per promuovere i classici, ma Motta ha criticato l'iniziativa come di dubbia efficacia. Il ministro Moratti ha proposto un'initiativa per promuovere i classici in dieci città, mentre il ministro Gasparri ha invitato i Tg a recensire i libri.
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