La volontà c'è, ma la «gestione condivisa» invocata per porre fine alla disputa sulla proprietà del David di Michelangelo sembra ancora una chimera. Da una parte il sindaco Matteo Renzi ribadisce la necessità di un cambio di passo sulla gestione dei musei statali, dalla pulizia dei muri fino alle aperture serali: «Dobbiamo fare un passo avanti tutti per dedicare più attenzione ai beni culturali». Dall'altra l'idea di ingressi by night manda in trincea chi si trova a gestirli tutti i giorni: «Un museo non è una discoteca - ribatte Franca Faletti, direttrice della Galleria dell'Accademia - altrimenti si farebbe ridere tutto il mondo». Una cosa è certa, Palazzo Vecchio ha intenzione di rivoluzionare il rapporto città-musei. Come sottolineato anche ieri dall'assessore alla cultura Giuliano da Empoli al Corriere Fiorentino: «E' il momento giusto per realizzare una vera integrazione». «Chiaro sottolinea il sindaco intervistato ieri dal Tg3 Toscana non manderemo domattina i vigili a prendere il David ma la statua va gestita meglio». E sulle aperture serali apre alla discussione: «Anche se sappiamo che da novembre la situazione delle presenze turistiche sarà diversa, possiamo ragionarci». Ma alla soprintendente del Polo Museale, Cristina Acidini, che gli aveva contestato l'uso del metodo dell'ordinanza risponde duramente: «E da un anno che lo chiedevamo e ci hanno sempre detto che non potevano farlo», L'idea di una gestione condivisa del David secondo il sindaco poteva partire proprio dalle aperture serali dei musei. «Noi siamo già aperti la sera - tuona la direttrice dell'Accademia Falletti - dal primo luglio fino a settembre. tutti i martedì a pagamento e giovedì gratuitamente. Basta guardare i dati delle aperture dei musei in altre città, come Louvre, National Gallery, Prado, per accorgersi che siamo fra i musei con le aperture più prolungate del mondo. Mi sembra che sia invalsa la moda di dire falsità e poi spacciarle per vere». Sul tema dell'apertura del museo alla città, anche con iniziative diversificate, aggiunge: «Le sembrano poco i musei della nostra città? Io non credo proprio che un visitatore abbia bisogno d'altro, semmai è addirittura aggredito dalla quantità di stimoli». Per Falletti il museo deve rimanere museo: «Non credo debba avere un altro scopo, semmai avere letture di ciò che offre sempre migliori». E sottolinea anche che all'interno dei musei sono state organizzate tante iniziative: «Facciamo concerti, mostre ed eventi, ci sono altri spazi per il divertimento di diverso genere». Non è convinta neppure di una politica che porti all'aumento dei biglietti d'ingresso: «Se il problema è la necessità di un coinvolgimento maggiore della città è inutile alzare il prezzo. Per creare un museo accogliente dobbiamo farlo costare poco». Anche il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, è contrario alle aperture serali: «Siamo già aperti la sera, una volta a settimana fino a settembre, ma invito tutti a riflettere sul vantaggio economico che potremo trarre dalle aperture serali tutto l'inverno». Natali ricorda l'importanza di questi musei: «Proviamo a togliere il David e gli Uffizi da Firenze e vediamo cosa resta del turismo», Mentre sulla pulizia dei muri continua: «Il loggiato degli Uffizi non ha scritte, abbiamo messo dei dissuasori e telecamere che per ora hanno funzionato. Tutto questo l'abbiamo fatto senza nessuna ingiunzione». La scheda: Guerra di documenti Prima di Ferragosto sul tavolo della sovrintendente Cristina Acidini è arrivata la relazione degli avvocati incaricati dal ministero dei beni culturali di verificare di chi fosse la proprietà del David. I legali hanno affermato che il capolavoro di Michelangelo è dello Stato. Le condizioni di Matteo Martedì, il sindaco Matteo Renzi ha convocato una conferenza e mostrato documenti che proverebbero l'indiscutibile proprietà del Comune ed ha rilanciato: «Lo Stato adotti il modello Firenze. Ed i musei devono essere aperti la notte, come abbiamo fatto noi a Palazzo Vecchio e alle Oblate». Gestione comune Mercoledì Bondi ha aperto ad una «gestione condivisa» parlando anche di possibile aumento del costo dei biglietti per reperire fondi per il Comune ed i musei. In attesa dell'incontro Bondi-Renzi, i direttori di Accademia e Uffizi hanno bocciato l'idea di Renzi