Proroga fino a dicembre. A giorni lincontro Bondi e Cancellieri Pochi giorni ancora e scadrà il contratto daffitto che lega il teatro Duse allEti, Ente teatrale italiano soppresso nei mesi scorsi dalla manovra finanziaria del Governo Berlusconi che lo ha bollato come «ente inutile». Sarà il Ministero per i beni e le attività culturali a firmare allora una proroga del contratto daffitto della sala di via Cartoleria fino al prossimo 31 dicembre, proroga resa necessaria in attesa del subentro della nuova gestione. Già nei prossimi giorni, infatti, il commissario Anna Maria Cancellieri dovrà presentare a Roma, al ministro Sandro Bondi, le proposte alternative giunte fino ad oggi per la gestione della sala di via Cartoleria. Sono tre in tutto: quella dellimprenditore privato Giorgio Giatti, patron della Termal (produce condizionatori), già scartata però dalla proprietà privata del teatro, poi quella di Geppy Gleijeses, fondatore e direttore dello Stabile della Calabria che ha ora in gestione il Teatro Quirino di Roma, altro palcoscenico dismesso dallEti, infine Emilia Romagna Teatro (Ert), ovvero lipotesi da tutti più accreditata. Questultima soluzione, già proposta dalla precedente amministrazione comunale e da quella regionale, e che dovrebbe vedere la partecipazione anche dellArena del Sole, aveva trovato qualche ostacolo nelle settimane scorse davanti alla mancanza di nuovi fondi che il Comune di Bologna avrebbe dovuto destinare al nuovo soggetto gestore. Una soluzione a questo problema potrebbe però arrivare dal risparmio sul personale. In accordo coi sindacati, infatti, verrà chiesto ai 27 dipendenti attualmente in forze al Duse se vorranno lasciare lo storico teatro bolognese per un incarico stipendiato dal Ministero e non è escluso che siano in molti ad accettare la nuova ipotesi. «Tutti i dipendenti saranno comunque tutelati», ripeteva ancora ieri Onofrio Cutaia, direttore generale dellente soppresso. Attualmente è il Ministero a pagare gli stipendi e a gestire lordinaria amministrazione del teatro. Di certo non si parlerà di una nuova stagione teatrale almeno fino a gennaio; rimane invece aperta la possibilità di ospitare nella sala attività altrui, come i concerti, per esempio, o iniziative di altro genere.