"Gubbio dice no al gasdotto". La costruzione dell'impianto continua a far discutere. Baldelli: "Appennino in pericolo". Il Comune fa ricorso all'Ue. Ercoli: "Progetto sconvolgente". Mobilitazione. Sindaco e consiglieri contrari al gasdotto. Un ricorso a tutela del territorio e contro le logiche prettamente commerciali. È questo il succo del ricorso presentato alla Commissione europea in merito realizzazione del gasdotto da Brindisi-Minerbio. A capeggiare la protesta, da sempre, sin dal 2004 il comitato "No tubo" che insieme ad istituzioni e altre associazioni ha presentato il documento. Della questione si è parlato ieri a Gubbio, la nostra città è l'unico Comune ad aver aderito, come istituzioni sono presenti anche le Province di Perugia, Pesaro e Urbino e la comunità montana del Catria e Nerone. "Come amministrazione comunale - ha precisato la pro sindaco Ercoli - abbiamo aderito perché se il progetto dovesse andare in porto sconvolgerebbe le caratteristiche del territorio. Attendiamo la presa di posizione della Regione Umbria alla quale l'ex sindaco Orfeo Goracci, ora vice presidente del consiglio regionale, ha presentato una interrogazione in merito". Un'opera di 687 chilometri, di 1,2 metri di diametro, a 5 metri di profondità con 40 metri di pertinenza e una pressione a 75 bar. "Passando sulle montagne dell'Appennino, provocherebbe un impatto ambientale sconvolgendo l'assetto del territorio - ha spiegato Aldo Cucchiarini del comitato No Tubo - il comitato di intervento giuridico ha predisposto che ci siano sottoscrizioni anche da parte dei cittadini". La realizzazione dell'opera, è stato spiegato ieri, deve essere assoggettata al procedimento di valutazione ambientale (Vas) ed ad un unico procedimento di impatto ambientale (Via). Sarebbero invece stati effettuati procedimenti parziali, senza il rispetto delle normative europee. Ecco quindi il ricorso, a firmarlo anche i comitati cittadini per l'ambiente di Sulmona, "Norcia per l'ambiente", il Gruppo di intervento giuridico onlus, l'associazione Lupus in Fabula, la Federazione nazionale Pro natura, il WWF Italia, Mountain Wilderness Italia, Italia Nostra, L'Arci caccia Provincia di Perugia. Mauro Furlani per la Pro Natura ha detto: "Sarebbe uno sconvolgimento per l'Appennino, devastante per le popolazioni zoologiche e per la stessa fauna. Il metanodotto passerebbe attraverso aree Sic e parchi nazionali, che al contrario dovrebbero essere scrigni per la protezione delle biodiversità". Doveroso aderire anche secondo Paolo Zambrini di Arcicaccia Perugia "Sarebbe stato un grande segnale se avessero aderito anche altre associazioni di cacciatori, per una difesa concreta del territorio". Secondo l'assessore all'ambiente della Provincia di Pesaro e Urbino Tarcisio Porto: "La realizzazione di questo gasdotto avvantaggerebbe alcuni territori a discapito di altri. L'Appennino centrale viene considerato solo una servitù di passaggio. Chiediamo una valutazione integrata interregionale ed un coinvolgimento concreto delle popolazioni". Il consigliere provinciale Luca Baldelli ha rimarcato l'impegno per far aderire anche la Provincia di Perugia. "Al principio c'è stata nei confronti del gasdotto una forma di sottovalutazione del problema. La realizzazione del gasdotto risulterebbe impattante per l'ambiente e l'economia soprattutto quella agri-turistica". Da considerare ha detto ancora anche le alternative, in primis la soluzione del passaggio nell'Adriatico. Infine l'assessore comunale Lucio Panfili ringraziando per il lavoro svolto il No Tubo e il Forum dell'Ambiente di Gubbio ha detto: "Lavoreremo per ottenere delle risposte dal Governo nazionale. Del resto anche le Regioni dovranno esprimersi in merito, un'occasione sarà proprio la risposta alla interrogazione presentata da Goracci".