Non sono i risultati degli scavi dietro agli Uffizi a bloccare la loggia di Isozaki. «Se il ministro Giuliano Urbani non vuole farla, non stia a scomodare l'archeologia» dice Riccardo Francovich, docente di archeologia medievale a Siena e consulente nominato dal ministero per gli scavi in Piazza del Grano. La novità è questa: la relazione tecnica del soprintendente archeologico Angelo Bottini, ricevuta dalla direzione generale del ministero il 2 settembre, non contiene nessuna particolare rivelazione che possa essere usata a sfavore del progetto. Anzi, se mai è vero il contrario. «Gli scavi prosegue Francovich non hanno evidenziato nessun ostacolo, perché non ci sono resti monumentali, siamo fuori dalle mura romane, e il luogo in cui cade il pilastro della loggia è probabilmente l'alveo del fiume Scheraggio e non presenta alcun carattere di interesse». Anche il docente ha ricevuto la relazione di fine scavi firmata dal soprintendente archeologico Angelo Bottini. «E' una documentazione delle quote della città antica, un lavoro tecnico e basta che va sovrapposto al progetto della loggia Isozaki e, insisto, questo cade su un'area di nessun valore monumentale». Francovich è l'unico a parlarne. Il soprintendente Bottini glissa con diplomazia. «E' un documento interno, ne devo discutere con il direttore generale Roberto Cecchi. Posso solo anticipare che non contiene giudizi e posizioni rigide, ma solo considerazioni sull'esito degli scavi, ai fini dell'uso dell'area per l'apertura del cantiere dei Nuovi Uffizi». L'incontro con Cecchi è fissato per giovedì prossimo. E forse da lì uscirà qualche chiarimento che motivi il passo indietro del ministro Urbani alla realizzazione della loggia comunicato per telefono al sindaco Domenici. Una decisione che lascia ancora perplesso il soprintendente Antonio Paolucci. «Non sono riuscito al parlare con il ministro, devo capire cosa è successo. Ma non mi pare che la sua sia una ritrattazione, se mai è un'isteria che fa sperare ancora - dice Paolucci- Ma sarei grato al ministro se dicesse la loggia non mi piace, ma c'è stato un regolare concorso, siamo in uno Stato di diritto, quindi si faccia, poiché pacta sunt servanda, come appunto disse lo stesso ministro». Alla resa dei conti il soprintendente resta possibilista. E si rammarica che la vicenda sia diventata una querelle politica. «Già, perché alla fine delle polemiche fomentate da Sgarbi, realizzare la loggia era di sinistra, invece non farla di destra. Quando la questione ha preso questa piega, ho capito che si complicava una situazione già complessa». E trasecola anche la soprintendente ai monumenti Paola Grifoni: «Giovedì ci sarà l'incontro con Cecchi. Solo allora sapremo cosa succede di cose già definite con chiarezza. Come l'apertura dei cantieri sopra alla zona degli scavi e il rinvio della realizzazione della loggia alla seconda fase». Anche il sindaco Leonardo Domenici vuol saperne di più. E conta di incontrare Urbani quanto prima per capire meglio quali sono le intenzioni del ministero. «Una situazione preoccupante», è stato rilevato anche dalla commissione cultura del Consiglio guidata da Dario Nardella, che ha deciso di invitare a Palazzo il soprintendente Paola Grifoni, l'architetto Maffei collaboratore italiano di Isozaki e il direttore generale del ministero Roberto Cecchi.