Marco Bertoldo dell'IdV rilancia i sospetti sull'abbattimento della villa ottocentesca: "Lo scheletro rimasto della villa subì saccheggi di infissi e pregiati ferri battuti. E il tetto era già crollato" Ingrandisci testoRiduci testoZoom Testo Versione stampabileStampa Invia articolo a un amicoInvia Scrivi alla redazioneScrivi immagine di separazione immagine di separazione Riceviamo e pubblichiamo il commento di Marco Bertoldo, segretario provinciale dell'Italia dei Valori, sull'abbattimento di Casa Calcaterra. ,Art. 9 comma 2 della Costituzione: "La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". Gallarate, 18 Agosto, 2010 Egregio Direttore, la brutale demolizione di casa Calcaterra di cui si sta parlando in questi giorni crea indignazione fra i cittadini che per il ferragosto del prossimo anno non sanno quali altre "sorprese" attendersi. Tra gli interventi del 15 di agosto ho trovato particolarmente credibile il vicesindaco Caravati quando confessa che qualche dubbio sulla sopravvivenza di Casa Calderara gli era già sorto. Infatti ricordiamo che dalle demolizioni di due anni fa, delle case e corti settecentesche, lo scheletro rimasto della villa, che subì saccheggi di infissi e pregiati ferri battuti, non faceva ben sperare. In breve tempo è poi crollato il tetto, quasi a sospettare che "una mano" l'avesse affrettato. Sebbene auspichiamo che venga fatta la dovuta chiarezza sulla vicenda è evidente che ormai è tardi per salvare casa Calcaterra e conviene prestare attenzione al patrimonio architettonico ancora presente. Considerato che veramente pochi sono gli immobili vincolati a norma del decreto legislativo 49099. Proponiamo che si valuti di tutelare il patrimonio storico cittadino per evitare di trovarci in futuro a piangere ancora sul latte versato. Cordiali saluti Marco Bertoldo Segretario provinciale Italia dei Valori 18082010 redazionevaresenews.it