Carlo Bartoli Piombino sì, Talamone no. Livorno sì, Cecina nì. Il dibattito sui nuovi porti turistici e sul pericolo di cementificazione della costa, è incandescente e da Luca Sani, coordinatore della segreteria regionale del Pd, arriva una rimessa a punto della posizione del Pd toscano, che molti osservatori avevano giudicato in rotta di collisione con l'assessore regionale Marson che ha il sostegno del presidente Enrico Rossi. Da Sani arriva un netto no a un neocentralismo regionale, ma anche un'apertura a ridiscutere progetti particolarmente invasivi. Tra giunta regionale e Pd si è sfiorata la guerra. Come mai? «Discutere del governo del territorio come dei porti turistici è necessario, ma sarebbe opportuno che, prima che sulle pagine dei giornali, il dibattito si svolgesse nelle sedi appropriate. Altrimenti si rischia di promuovere discussioni estive autoreferenziali, mentre la pianificazione urbanistica ha bisogno di confronto e concertazione. Per questo è positivo l'invito del presidente Rossi ad aprire a settembre un confronto di merito». Quello dei nuovi porti turistici è un tema delicatissimo. Come mai? «Non comprendo i pregiudizi ideologici nei confronti di un certo tipo di nautica. Se a Livorno si è favorito l'insediamento dei cantieri Azimut nell'ex area Orlando, è evidente che va prevista la realizzazione di porti in grado di accogliere anche i grandi yacht». Non nutre alcun dubbio sui progetti presentati? «Al Pd non piacciono le lottizzazioni immobiliari camuffate da porto turistico. Se a Piombino si è definito un progetto sostenibile, scongiurando appetiti immobiliari e tenendo conto delle reali esigenze della nautica, la stessa cosa va fatta anche nei casi in cui la cubatura residenziale rischia di essere debordante. Come era, e forse è ancora, nelle intenzioni della giunta di centrodestra di Orbetello, per il nuovo porto di Talamone». Non vorrà criticare solo l'unico porto promosso da un Comune di centrodestra? «Noi vogliamo che vengano realizzati porti e non villaggi e se si sono previsti migliaia di metri cubi di residenziale è bene parlarne. Facciamo pure una riflessione sulle strutture a terra. Ho fatto l'esempio di Talamone perché lì c'è il rischio di snaturare un ambiente di grande pregio. Se ci sono altri casi Talamone è giusto discuterne. L'attuale Pit dà, comunque, grandi garanzie. Il progetto del nuovo porto di Cecina, datato 13 anni fa, ad esempio, non sarebbe proponibile oggi. Sulla portualità serve un confronto a cui partecipino tutti i protagonisti della filiera nautica». Non pensa che la Marson rischi di soccombere sotto il fuoco amico? «Sulle politiche di governo del territorio, il ritorno a un neocentralismo regionale non è garanzia di maggior qualità urbanistica o tutela ambientale: molti degli interventi edilizi su cui in questi anni si è discusso sono il residuo delle pianificazioni sbagliate adottate ai tempi della famigerata Crta, molto spesso modificate al ribasso. Per questo, non servono le fughe in avanti dell'assessore Marson, anche perché rischiano di legittimare gli stessi comportamenti da parte di altri amministratori». A chi si riferisce? «Al caso dell'Alta velocità e dell'aeroporto a Firenze. L'invito del presidente Rossi ad aprire un confronto servirà anche a ribadire le scelte infrastrutturali fondamentali che sono Tirrenica, Due mari e Alta velocità. Anche su questo, occorre una visione di insieme lontana da localismi e da protagonismi mediatici».
TOSCANA - URBANISTICA. Porti, non villaggi: stop a Talamone
Il presidente del Pd toscano, Luca Sani, ha espresso la posizione del partito sulla questione dei nuovi porti turistici e sulla cementificazione della costa. Sani ha affermato che il Pd non sostiene un neocentralismo regionale e che è necessario un confronto di merito per discutere dei progetti. Ha anche criticato l'assessore regionale Marson per aver promosso progetti di porti turistici senza aver considerato le esigenze della nautica. Sani ha sottolineato che il Pd vuole che vengano realizzati porti, ma non villaggi, e che è necessario un confronto con tutti i protagonisti della filiera nautica.
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