Pippo Cascone: «Uno strumento che non è stato concordato con il territorio» La sede del Consorzio per larea di sviluppo industriale Un ricorso per dire "no" al piano paesaggistico. Almeno così come è venuto fuori da quella che viene ritenuta una lettura univoca del territorio da parte della soprintendenza. E' il presidente della Camera di commercio, Giuseppe Cascone, a spiegare perché anche l'ente camerale si è unito al coro di dissenso sollevato da Comuni, Provincia, associazioni datoriali e sindacali, partiti politici. "Un piano che, al contrario di quanto sostenuto dalla Regione - chiarisce Cascone - non è stato affatto concertato con il territorio, non è stato minimamente pubblicizzato, nonostante le procedure normative prescrivessero il contrario. Un piano di cui non conosciamo il contenuto e che, per questo stesso motivo, rigettiamo. Se poi entriamo nel merito dello stesso, si comprende come si tratti di uno strumento che non fa altro che peggiorare la condizione complessiva dei vincoli imposti ad un territorio che non può sfruttare al meglio, per il proprio sviluppo futuro, le caratteristiche di cui gode. E ciò significa una involuzione non da poco sul fronte della crescita, così come ci eravamo imposti. Così si rischia di ingessare tutto. Ed è ovvio che non possiamo permettercelo". Ecco perché il presidente Cascone non ha dubbi. "Se necessario - prosegue - capeggeremo, assieme al sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, il fronte dei contestatori. Non è possibile che non solo si assuma una decisione senza concertarla con il territorio, ma addirittura ci si faccia beffe dello stesso quando si annuncia che l'adozione è stata decisa dopo ampio confronto con i soggetti portatori di interessi specifici nell'ambito dell'area iblea. Ma quando è mai avvenuta questa concertazione? Di cosa stiamo parlando?". C'è però chi, sul fronte politico, come il deputato nazionale del Pdl, Fabio Granata, ritiene che l'area iblea, non aderendo a certe politiche di rifiuto tout-court di invasività territoriale, come le trivellazioni e gli insediamenti eolici, stia commettendo grossi errori di valutazione e che, per questo, vada biasimata in maniera forte. "Farebbe bene l'on. Granata - prosegue Cascone - che non è certo espressione di questo territorio, ad occuparsi con attenzione delle cose di casa sua. Mi risulta, infatti, che l'area territoriale che lo ha espresso, politicamente parlando, faccia i conti con problematiche ben più consistenti delle nostre per quanto concerne l'installazione di insediamenti eolici o la presenza di realtà riguardanti le trivellazioni. E che fa l'on. Granata? Va a guardare la pagliuzza negli occhi degli altri e non si accorge del trave presente nei propri? No, credo che l'on. Granata sia proprio l'ultimo titolato a parlare. I problemi, in provincia di Ragusa, ce li risolviamo senza contestatori esterni che, forse, non conoscono appieno la complessità socio-produttiva del nostro territorio". 17082010