LA DISPUTA sulla proprietà del David finisce sul New York Times, il quotidiano numero uno al mondo.E la soprintendente del Polo museale fiorentino Cristina Acidini chiede un incontro al sindaco Matteo Renzi. L' oggetto però non è il titolo di proprietà della statua di Michelangelo, ma l' ordinanza di ripulitura entro 10 giorni dei muri imbrattati degli Uffizi e dell' Accademia che di fatto scade oggi. «Credo che in un mondo normale non ci sia bisogno di un' ordinanza del sindaco per chiedere di pulire le scritte dai muri dei musei», sono state ieri mattina le parole del sindaco, poco prima di ricevere l' inviato del New York Times e di ripercorrere con lui i passaggi della controversia ferragostana. Renzi ha però anche aggiunto, spiegando di essere in attesa di una risposta da parte di Acidini: «Se la soprintendenza avrà bisogno di qualche giorno in più, dal momento che siamo ad agosto, non è un problema. L' importante è il principio: quei muri vanno puliti, così non possono stare». E TRA Davide muri da pulire, lo scontro con la soprintendenza e il ministro dei beni culturali Sandro Bondi è ancora aperto: «A fronte di un grande afflusso di turisti, chi incassa i soldi dei biglietti dovrebbe almeno tutelare i muri esterni», ha di nuovo gettato sale sulla ferita il sindaco Renzi. Spiegando di essere in attesa di capire quale sarà il messaggio di risposta di Acidini: «La soprintendenza ha due alternative, pulire i muri da sola, oppure lo facciamo noi e mandiamo il conto a Roma». A quanto pare la soprintendente intende parlare proprio di questo: di come organizzare al meglio i lavori di ripulitura dei muri. Un faccia a faccia nel quale però si parlerà inevitabilmente anche del David e dei rapporti tra il Comune e lo Stato. Se il ministro offre la «gestione condivisa», il sindaco attende di tradurla in impegni, e magari anche denari, incontrando Bondi al più presto. Nessuno, del resto, sa cosa è e cosa può essere la gestione condivisa. Il deputato Pdl Gabriele Toccafondi propone di coinvolgere l' amministrazione comunale nella gestione dei vari momenti espositivi che fanno lievitare il biglietto d' ingresso da 6,5 a 10 euro. Lo stesso Toccafondi, che siede nella commissione bilancio della Camera, si rende però conto che la via più corta sarebbe quella di aumentare il biglietto d' ingresso degli Uffizi e dell' Accademia, oggi tra i più bassi del mondo, «condividendo» il surplus rispetto al prezzo attuale. Una via anche percorribile? Renzi si è mostrato assai prudente su questo punto. Ha per ora evitato pubblicamente il terreno di una trattativa col ministero, preferendo rilanciare al ministero la sfida: la richiesta di impegni precisi nell' interesse di Firenze, dalle aperture degli Uffizi a quelle della Biblioteca nazionale, ormai al collasso. La questione economica di una città che sopporta costi altissimi di manutenzione, in ragione della presenza turistica, riapparirà comunque sul tavolo dell' incontro tra Bondi e Renzi.