SETTE ettari e mezzo di verde. Un parco in piena regola, se non fosse per le serre, le costruzioni di servizio e per le geometrie perfette di centinaia di vasi allineati di ficus beniamino, kenzia, camelia, acero giapponese, camelia, azalee, alloro, palme cycas, carpini. Via di Ugnano, tra orti e campi di cavoli, cipolle e fagioli alla periferia ovest di Firenze, al numero 17 si annuncia l'ingresso ai vivai comunali. È da qui che arrivano tutte le piante, addobbi compresi, che arredano le piazze della città, oltre alle stanze di Palazzo Vecchio: dal Salone de '500 alla sala matrimoni, dall'ufficio del sindaco, fino a quelli di assessori e dirigenti, anche nelle sedi decentrate di via Giotto e Andrea del Castagno. Sette ettari e mezzo per rinverdire il mito etimologico di Firenze "città del fiore", che il sindaco Matteo Renzi intende rilanciare con nuovi decori e fioriture. La visita, guidata dai responsabili Andrea Castellani e Gianluigi Mazzei, inizia dall'ingresso ornato di grandi vasi di limoni e mandarini, di plumbago dai fiori celesti e più avanti, da una lunga teoria di vasi di petunia surfina dai fiori viola, unica macchia di colore. Sulla parte di un edificio, spunta un piccolo giardino verticale: «È una sperimentazione alla maniera di Patrick Blanc, il botanico francese inventore dei muri vegetali - spiega Mazzei - su un feltro si fanno crescere piccole piante di Sedum, che poi compongono pannelli mobili per coibentare e arredare. Li abbiamo usati anche nella sala matrimoni di Palazzo Vecchio». Lo sguardo tutt'intorno si riempie di fronde verdi in varie sfumature fin dentro le serre. In fondo, numerosi alberi di platano, celtis, tiglio, querce, cipresso sono ormai stanziali, rimasti lì dai tempi d'oro del vivaio. «Ovvero dagli anni '70-80, periodo di espansione della città - spiegano i responsabili - Qui lavoravano 40 dipendenti, 20 nelle serre e 20 in pieno campo, e tutte le alberature dei nuovi giardini venivano fornite da noi». Oggi i dipendenti sono 7, gli ettari in uso sono rimasti3 (gli altri sono ormai parco), con le serre di stoccaggio e manutenzione di vasi per addobbi. «A Natale, a Pasqua o per ogni altra festa, siamo noi a fornire 500 azalee, ortensie, camelie e quinte verdi di allori per ornare le piazze Duomo, Strozzi, Signoria, le aree in caso di manifestazioni, oltre ad aiuole e piccoli giardini come quello davanti alla stazione di Santa Maria Novella. Ed è qui che vengono ogni anno confezionate le 350 corone di alloro per commemorazioni e cerimonie. Solo per Dante, ne facciamo tre» precisano i funzionari. Tre camion e 4 Ape fanno la spola con la città trasportando 10-12 mila piante all'anno. Un via vai di piante in vaso che rientrano in sede per riprendersi dallo stress della reclusione negli uffici, per essere potate, rinvasate e per rinverdire le fronde. Un laghetto garantisce il rifornimento e il recupero delle acque, le 5 serre un clima protetto. Gradito anche da lepri e fagiani che nidificano al riparo in qualche angolo. «Firenze, con Roma e Torino, è uno dei pochi Comuni che gestisce il verde pubblico con propri vivai. E i nostri allestimenti hanno vinto molti premi a Euroflora» raccontano Mazzei e Castellani mostrando la serra grande: un bosco di ficus alti 6 metri «che sul mercato valgono 5-6 mila euroa pianta». Un'altra serra contiene vasi di f e l c i , k e n z i e , f i l o d e n d r i , spathiphillum, aspidistrie, beniamini variegati, croton dalle foglie arancio. Piante pronte alla "movimentazione" per nuovi addobbi in città, a cui vanno aggiunte quelle da fioritura, acquistate dai vivai pistoiesi (con un bando) per un spesa di 20-30 mila euro all'anno. «Ora è in piena fioritura l'aiuola a Piazza Ferrucci e Piazzale Michelangelo, con rose, verbene, sedum, begonie e ibiscus - conclude Mazzei - Il settore verde pubblico gestisce anche il Giardino degli Iris e quello delle Rose, che ora è in restauro e che il prossimo anno verrà riaperto con nuovi impianti di illuminazione e irrigazione».