NAPOLI - FEDERALISMO DEMANIALE. Svendesi ricoveri di guerra prezzo modico, un euro SALDI all' agenzia del Demanio. Gli ex ricoveri affossati nei sotterranei della città, utili a proteggere dai bombardamenti folle di napoletani terrorizzati durante la seconda guerra mondiale, costano un euro. Prezzi al ribasso per portafogli comuni? Un' illusione che potrebbe diventare realtà. Il valore inventariale delle cavità, totalmente irrisorio e distante dalle logiche di mercato, è verificabile online, tra le pagine del sito dell' Agenzia demaniale. Diciassettemila immobili sul territorio nazionale,e in vetrinaa Napoli, luoghi storici. Sul banco, l' Orto botanico a quasi 17 milioni di euro, il policlinico di piazza Miraglia a 18 milioni di euro, la Federico II per 42 milioni di euro o l' accademia di Belle arti a via Costantinopoli che supera la soglia degli8 milioni di euro. Una lista redatta nell' ambito del provvedimento sul federalismo demaniale varato a fine maggio dal governo che contempla, previa presentazione di efficaci progetti di potenziamento e sviluppo dei siti ceduti, il passaggio a titolo non oneroso dall' orbita dello Stato alla gestione delle Regioni che, solo successivamente, potrebbero scegliere di venderei tesori acquisiti; garantendone, recita il decreto, "la massima valorizzazione funzionale" e,a seguito del trasferimento, disporne "nell' interesse della collettività". Concederli ai privati al prezzo di un euro? Un orizzonte possibile, ma solo in teoria. E sulla svendita degli ex ricoveri, da un' inchiesta pubblicata ieri sul quotidiano "Terra", il geologo Franco Ortolani lancia l' allarme: «Troppo alti i rischi di speculazione». Dagli uffici del Demanio smentiscono categoricamente. «Tra le schede reperibili online, agli immobili si accostano cifre esigue perché così risultano registrate nei libri contabili, parliamo, in alcuni casi, di proprietà non ancora quotate adeguatamente, in altri, di valutazioni simboliche di ricchezze inalienabili del patrimonio culturale». L' ipotesi è che i beni possano subire, successivamente all' alienazione, liquidazioni affrettate con il solo scopo di rinvigorire le casse in deficit delle amministrazioni. «Un pericolo decisamente relativo - avvertono dall' Agenzia - Per gli enti locali in dissesto finanziario, la legge sancisce lo stop alle vendite ed impone l' utilizzo delle risorse attribuite per obiettivi esclusivamente istituzionali, fino alla risoluzione definitiva delle difficoltà economiche».