Operazione avviata grazie alla mediazione del senatore udinese della Lega Pittoni Ci sarebbe già il via libera del ministro Bondi, adesso la pratica passerà al vaglio di Tremonti Honsell e Tondo firmano insieme un documento per convincere lo Stato a cedere il bene Il conto per i cittadini E tenerlo aperto ci costa un milione l'anno Ammonta a circa un milione di euro la spesa che il Comune affronta ogni anno per garantire l'apertura del castello. A carico di palazzo D'Aronco ci sono infatti tutte le spese ordinarie (dal riscaldamento al guardiano, dalla pulizia al personale) e pure quelle straordinarie («solo per la sistemazione della loggia che fiancheggia la scalinata -evidenzia il sindaco Furio Honsell - sono stati investiti migliaia di euro»), ma nonostante questo, nell'elenco delle spese figura anche l'affitto da versare al Demanio, un esborso di 103 mila euro che per il sindaco costituisce un vero e proprio paradosso. «Anche perché - ricorda - il Castello monumentale della città che dal 1500 ha ospitato il Parlamento della Patria del Friuli, nel 1899 era stato ceduto al Comune in uso perpetuo e gratuito, ma dalla metà degli anni 80, in seguito a una opinabile lettura del Codice civile legata al concetto di uso perpetuo, è diventato di proprietà del Demanio. Per tutti questi anni il Comune si è fatto carico delle spese di manutenzione e restauro, garantendo la fruibilità del compendio alla cittadinanza, anche successivamente al terremoto del 1976 quando si sono rese necessarie ingenti opere di conservazione, riqualificazione e valorizzazione. Nonostante questo continua - da più di 20 anni lo Stato continua a chiedere al Comune la corresponsione di un canone di concessione pari a 103 mila euro all'anno. Un paradosso che va risolto per vedere finalmente restituito, questa volta definitivamente, quello che è sentito come il simbolo della identità storica, morale e culturale della nostra città» Il prossimo anno i cittadini udinesi smetteranno di pagare al Demanio più di 100 mila euro per l'affitto del castello di Udine. Il sindaco, Furio Honsell e il presidente della Regione, Renzo Tondo hanno infatti presentato una richiesta di trasferimento al Comune elaborata dal senatore leghista, Mario Pittoni, che ha già l'ok del ministro Bondi e nei prossimi giorni incontrerà anche il ministro Tremonti. Per il trasferimento definitivo del maniero, simbolo del capoluogo friulano, è quindi solo questione di tempo. Merito del sindaco di Udine che con forza ha denunciato il «paradosso» che da anni vedeva il Comune costretto a pagare un balzello per la disponibilità di un bene per il quale già pagava, e paga ancora oggi, tutte le spese digestione ordinaria e straordinaria per un totale di circa un milione di euro l'anno; merito del senatore Pittoni che si è immediatamente attivato a Roma per individuare il percorso amministrativo da compiere; merito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che dopo la sua visita in città aveva sollecitato una rapida soluzione al problema e merito anche del presidente della Regione. Un gioco di squadra che fa essere ottimisti sulle possibilità che i 103 mila euro versati quest'anno da palazzo D'Aronco per il castello siano gli ultimi. Dopo aver fatto sottoscrivere la richiesta di trasferimento a Tondo e Honsell, Pittoni ha in programma un incontro con il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi («che - racconta - mi ha già assicurato il suo appoggio») e poi volerà dal ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti per chiudere l'operazione grazie anche alla collaborazione del ministro alla Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. «A quel punto - dice Pittoni - si tratterà solo di attendere i tempi della burocrazia, ma entro il prossimo anno sicuramente il Comune riavrà la proprietà del suo castello». Per ottenerlo Pittoni ha fatto leva sullo statuto speciale del Friuli Venezia Giulia e sul fatto che il castello è catalogato tra i beni di importante interesse storico-artistico. «Dobbiamo riconoscere a Pittoni il merito di avere fatto un ottimo lavoro sotto traccia a Roma - sottolinea il presidente Tondo - che ci ha permesso di portare avanti un'iniziativa nata nella passata legislatura, ma mai andata a buon fine. E' anche la dimostrazione di come la Regione sia pronta a collaborare con tutti nell'interesse dei cittadini». Soddisfatto anche il sindaco Honsell che fin dall'inizio del suo mandato ha portato avanti una vera e propria battaglia per ottenere la proprietà del castello rivolgendosi anche al Quirinale dopo il mancato inserimento della sede del Parlamento friulano e dei civici musei nell'elenco dei beni che il Demanio trasferirà agli enti locali.
Udine. Comune e Regione uniti per il castello
Riassunto in 200 parole:
Il Comune di Udine ha richiesto il trasferimento del Castello monumentale della città, simbolo della sua identità storica, morale e culturale, dalla proprietà del Demanio al Comune. Il sindaco Furio Honsell e il presidente della Regione Renzo Tondo hanno presentato una richiesta di trasferimento, sostenuta dal senatore leghista Mario Pittoni, che ha già ottenuto l'ok del ministro Bondi. Il Comune affronta un costo di circa un milione di euro all'anno per garantire l'apertura del castello, che include tutte le spese ordinarie e straordinarie. Tuttavia, il Demanio richiede un canone di concessione pari a 103 mila euro all'anno.
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Bene culturale
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