La Soprintendenza comincerà dal lungarno. Intanto agli Uffizi si è già rimbiancato La pulizia delle storiche mura degli Uffizi, specialmente nel tratto del Lungarno Archibusieri, si farà in tempi rapidi. E probabilmente gli ignobili graffiti, disegni osceni e imbrattature saranno rimosse dalla stessa Sovrintendenza al Polo museale, senza bisogno che il sindaco dia corso all'ordinanza-minaccia della scorsa settimana. Renzi aveva lanciato l'aut aut: o lo fa il proprietario dell'edificio la Sovrintendenza appunto o lo faccio a spese del Comune e poi rimetto il conto a chi di dovere. Sta di fatto che, mediando tra gli strettissimi quindici giorni dell'ordinanza di Palazzo Vecchio e i tempi necessariamente pi dilatati dell'ente statale, la pulizia verrà fatta cercando di smussare la polemica fra Comune e Ministero dei beni culturali, frizione già pesante e aperta su mille fronti. Intanto, qualche mese fa, la direzione degli Uffizi ha provveduto a sue spese e senza solleciti a rimbiancare le mura del Loggiato Vasariano, dove i turisti stanno in coda per ore e ore. «Dopodichè - spiega il direttore Antonio Natali - ho fatto affiggere dei cartelli in cui si ricorda che sporcare un bene pubblico è un crimine punibile con il carcere. E che ci sono numerose telecamere predisposte a riprendere il primo incivile di passaggio che si permette di imbratta re le mura di un museo. Io credo si debba dire senza ipocrisie che senza applicare le pene non si ottiene niente. Ripeto: sporcare è un crimine e come tale va trattato». Ma oltre al braccio di ferro su chi deve rimbiancare l'esterno degli Uffizi, i due palazzi si preparano ad affrontare un'altra questione strategica: l'eventuale apertura serale dei più importanti musei statali fiorentini. E anche su questo il direttore Natali ha le idee precise, sperando che in ogni caso il confronto col sindaco possa avvenire presto attorno a un tavolo: «Le aperture serali, se hanno un carattere di straordinarietà, sono molto ambite, sostiene, e infatti agli Uffizi le facciamo già da quattro anni nel mese di agosto. Ma credo che questo richiamo venga meno quando diventa consuetudine. Comunque, è una questione su cui riflettere in maniera lucida. E chiarirci anche sugli obiettivi: se l'intento è economico, ossia fare cassa, pu avere un senso se si tiene aperto nei mesi estivi». Il direttore degli Uffizi ricorda infatti che le visite di sera comportano una serie di costi che certamente sarebbero coperti dagli ingressi durante tutto l'anno. «Si immagina a novembre o a febbraio quanta gente potrebbe venire di sera al museo, continua Natali. Se per è una questione educativa, e non interessa il profitto, apriamo pure sempre e in quel caso basta che venga anche solo una persona che lo scopo è raggiunto».