Il sindaco Matteo Renzi incontrerà il ministro Sandro Bondi per proporre una diversa gestione delle collezioni statali Bandera (Brera): «Iniziativa da seguire». Perplesso Paolucci dei Musei Vaticani Lui si diverte a chiamarla la battaglia di David contro Golia. Frase dalle molteplici interpretazioni. David non è in questo caso solo il capolavoro di Michelangelo, bensì l'icona di Firenze e dunque la sua rappresentazione nell'immaginario culturale, e Golia non è il gigante biblico ma lo Stato burocratico e accentratore. Dopo la querelle con il ministero per l'attribuzione della statua «fiorentinissima come da atti giuridici», assicura Matteo Renzi, il sindaco rilancia. E in vista di un prossimo incontro con il ministro Sandro Bondi, propone un «modello fiorentino della fruizione dei beni culturali» con l'apertura notturna (fino a mezzanotte, si vocifera) dei musei statali Uffizi e Accademia compresi e una gestione condivisa. La notizia, anticipata ieri dal «Corriere Fiorentino», è confermata da Renzi. «Un'idea assolutamente realizzabile. E già lo abbiamo dimostrato. Un esempio? L'apertura notturna di Palazzo Vecchio. Un successo: dopo le spese iniziali sono arrivati i guadagni, spiega il sindaco. Secondo esempio: abbiamo la Biblioteca Nazionale che non ha denari per le aperture pomeridiane mentre la biblioteca comunale alle Oblate resta aperta sino a mezzanotte con grande soddisfazione dei cittadini. Vogliamo ripensare a tutto il sistema dei beni culturali?». In realtà i dati di Palazzo Vecchio sono sorprendenti: nei primi 17 giorni di agosto, per un'apertura dalle 19 alle 24, sono stati registrati 28.896 euro di spese (luce, sorveglianza, pulizie straordinarie) contro un incasso di 38.058 euro per la vendita dei biglietti. Attenzione, però, non è solo un problema economico quello di musei e biblioteche. «Si può fare cultura anche con le aperture in notturna, continua Renzi, perché tutti, residenti e non, lavoratori e studenti, possono usufruirne nel modo migliore. I beni culturali non devono essere l'ultima ruota del carro della politica». E per arrivare alla massima fruibilità dei musei fiorentini, Uffizi e Galleria compresa, la strada maestra per Renzi è una sola: meno burocrazia, meno potere centrale e gestione condivisa Stato-Comune dei servizi e dell'organizzazione degli eventi. Una notte al museo, dunque. Che per la prima volta non sembra un film comico, ma un'esperienza praticabile. Eppure è un'idea che divide gli esperti e fa nascere due fazioni. L'apertura serale, sino alle 22, non è una novità assoluta per Firenze. Uffizi e Galleria dell'Accademia già lo fanno durante l'estate, una volta alla settimana. E per un'apertura decisa solo durante mostre ed eventi. «Che noi effettuiamo da quattro anni dice il Direttore degli Uffizi, Antonio Natali e sulla quale sono favorevole anche senza la presenza di mostre e altre iniziative. Non mi convince invece l'apertura generalizzata. Sarebbe antieconomica e rischierebbe di essere un flop, soprattutto in autunno e in inverno». Contrario ad aperture extra si dichiara pure il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci: «Stiamo tirando il collo ai musei come gli Uffizi, già sotto grande pressione turistica. Fermiamoci, riposiamo un po'». Eppure Sandrina Bandera, sovrintendente dei Beni artistici a Milano e direttore della Pinacoteca di Brera, più che al riposo pensa a un museo vivo. Non un monumento statico e polveroso, bensì un luogo dove la cultura si fa ludiforme (una miscela di gioco, studio e lavoro), accoglie il visitatore, lo coccola sempre. Anche di notte? «Certamente sì. Un bravo al sindaco di Firenze e pure al ministero che sta pensando a iniziative simili. I musei vanno ripensati come servizio e investimento culturale. E poi guardiamo ai giovani, creiamo eventi nei musei, mostre, concerti». A Napoli Eduardo Cicelyn, direttore del Madre, ha addirittura trasformato il suo museo in una discoteca. Non senza difficoltà e rischiando di aprire solo la mattina a partire da settembre, «perché la Regione, ripete il direttore dopo la denuncia delle settimane scorse, ha tagliato i fondi già finanziati dalla giunta precedente». D'estate il museo è sempre aperto sino alle 23 e un paio di volte chiude alle 2 del mattino. «La notte è importante, soprattutto per i giovani, per chi lavora - dice Cicelyn - e dunque sono d'accordo con il sindaco di Firenze. Certo gli Uffizi hanno un grande pubblico, bisognerebbe puntare a strutture meno blasonate, comunque è un segnale importante. Una svolta culturale, un ripensamento della funzione fin troppo ingessata dei musei».