Gli ultimi a sbarcare a Roma Imperiale sono un magnate e un finanziere La zona più esclusiva della Versilia è ormai quasi tutta in mano a loro "Rilanciano sul prezzo richiesto per assicurarsi limmobile adocchiato" Altri due gioielli nel tempio dei nobili soggiorni, acquistati nellestate che tutti credevano di recessione e ritirata. Sono gli ultimi assalti dei russi alla storia del Forte. Due ville comprate negli ultimi tre mesi da quanti hanno saputo approfittare del crollo sovietico e ora fanno della perla rivierasca una meta per le loro vacanze extralusso. E la caccia, anche questa volta, punta su Roma Imperiale. Trattative milionarie. Il quartiere di lusso che di avo in avo ha continuato finora ad ospitare aristocrazia del nord e famiglie di grandi imprenditori, comincia farsi stretto. Dove dimorano i Moratti, i Corsini, i principi Pacelli e un tempo soggiornavano gli Agnelli, le offerte dei nouveaux riches costringono allesodo anche chi non sembrava aver bisogno di far cassa. La prima se lè aggiudicata Dmitry Bosov. Il magnate russo è il nuovo inquilino di Villa Assettati: tre piani, arcate che circondano la residenza e pini a un passo dalla Fiumetto immortalata da Carrà. Gli è costata 10 milioni di euro. Ma non si è accontentato. Bosov ha comprato anche il lotto di parco vicino alla famiglia dellex ministro Pietro Lunardi. Quasi due ettari di parco. E stato il primo segnale dallarme: di fronte a certe cifre, nessuno può arricciare il naso. Poi, il secondo colpo. Una megavilla al confine con Marina di Pietrasanta, dove Roma Imperiale incontra le "parole umane" dei pini della Versiliana cantata da DAnnunzio. Trecento metri quadrati di immobile e un parco di oltre due ettari sono andati per 15 milioni di euro ad Alexander Knaster, 50 anni, finanziere russo con cittadinanza americana tornato a fare affari per la madre patria dopo il dissolvimento del comunismo. Da lì si è fatto strada: nel 2009 la rivista "Forbes" lo inseriva al 321esimo nella classifica degli americani più ricchi. «Questa è perlomeno la sesta o la settima villa che i russi comprano a Roma Imperiale», dice Francesco Bertola, agente immobiliare della zona. Di certo la disinvoltura con cui i russi trattano le ville fa un certo effetto: «Anche perché spesso sono loro stessi a rilanciare sul prezzo di partenza, rincarano lofferta per assicurarsi loggetto che hanno adocchiato», dice una proprietaria di una villa. Supervincolata dalla soprintendennza, in pochi anni lunica zona della Versilia in cui pini e tamerici contendano ancora metri al cemento potrebbe ritrovarsi tutta in mano ai nuovi super ricchi. Parlano già russo molte case a Roma Imperiale. Una in via Leonardo da Vinci, acquistata a febbraio 2009 per 9 milioni, una in via Doria, una in via Roma Imperiale, una in via Dalmazia e altre ancora. Qualche giorno fa lEnte ville versiliesi e Pdl locale - che al Forte è allopposizione - si erano ribellati al piano prima casa studiato dalla giunta. Oltre a nuovi alloggi da destinare ai residenti, prevede la possibilità del frazionamento degli immobili, anche a Roma Imperiale. «Questi due nuovi acquisti dimostrano che Roma Imperiale non è in pericolo - dice il sindaco Umberto Buratti - nessuno si sognerebbe di frazionare lì. Quindi le polemiche sono inutili, anche perché siamo pronti a valutare lipotesi di escludere dal piano larea di Roma Imperiale». Quel progetto, spiega il sindaco, ha un obiettivo preciso: invertire lesodo che negli anni ha messo in fuga i nativi, emigrati nellentroterra dopo aver venduto la casa degli avi.