QUANDO I BASTIMENTI PARTIVANO DA POZZALLO Una testimonianza dei viaggi per trasportare vino e grano Il soprintendente del mare Tusa "La nave ha un grande valore archeologico" Ad una profondità di appena due metri sul fondale del lido di Spinasanta, nelle acque di Scicli, è stato rinvenuto un veliero depoca che gli esperti datano tra il Settecento e lOttocento. A scoprirlo è stato un privato cittadino durante una delle sue quotidiane immersioni subacque. Il veliero si trova adagiato sul fondale sabbioso con la prua rivolta verso terra e la Soprintendenza del mare ha già effettuato i primi rilievi per avviare il recupero e lidentificazione del reperto. Intanto, la Capitaneria di Porto di Pozzallo ha emanato unordinanza di interdizione dello specchio dacqua circostante il relitto, per un raggio di venti metri. Il rinvenimento del veliero conferma lipotesi, da tempo avanzata da alcuni studiosi e archeologi che nella zona ci fosse un approdo. Ne sarebbe una spia lesistenza, nella vicina contrada di Bruca, di un villaggio di età bizantina le cui tracce sono state rinvenute nel corso di alcuni lavori di movimentazione di terra per realizzare strutture serricole. Il sovrintendente regionale del mare, Sebastiano Tusa, conferma la presenza del veliero nei fondali iblei da almeno duecento anni: «Stiamo prelevando una serie di campioni del relitto che ci permetteranno di analizzare più accuratamente la nave e di dare maggiori risposte in ambito storico al valore del veliero. È certo che si tratta di una scoperta importante dal significativo valore archeologico. Quanto al recupero della nave non sarà facile perché il costo delloperazione è abbastanza oneroso ma non disperiamo perché contiamo di inserire questo rinvenimento nellambito del programma europeo dei finanziamenti destinati allo scavo e recupero dei beni archeologici». La scoperta del veliero di contrada Spinasanta testimonia ancora una volta quanto fosse florida e al centro delle rotte commerciali larea iblea del Mediterraneo, dove, dal porto di Pozzallo, partivano bastimenti verso le Americhe per trasportare vino, carrube e grano. Inoltre si importava legname dalla Calabria, da Trieste e dallex Jugolsvia. Uno scenario consegnato alle pagine della letteratura dal viaggiatore francese Dominique Vivant Denon, sorpreso nel 1778 da una tempesta durante il viaggio di ritorno da Malta a bordo di una "speronara".