Strano: "Risorse esaurite". Territorio, dipendenti dei parchi senza stipendio In alcuni rami degli assessorati non si riescono a riparare le fotocopiatrici o a comprare la carta Allassessorato al Territorio mancano i fondi per pagare i dipendenti delle riserve naturali e dei parchi, alla forestale non ci sono i soldi per lantincendio e nemmeno per pagare le pallottole, al dipartimento Acque e rifiuti non hanno un euro per garantire il salario accessorio a 300 addetti alle dighe, mentre in altri rami dellamministrazione «mancano perfino i soldi per acquistare la carta e riparare le fotocopiatrici», come denunciano i sindacati. E se a Segesta e al museo del Satiro di Mazara del Vallo è scattata per un attimo perfino lemergenza carta igienica non sorprende che, in una Regione a corto di fondi, il Turismo abbia appena finito i fondi per la promozione. La Regione ad agosto, a poco più di metà anno, non ha più un euro per coprire spese in molti rami dellamministrazione. Colpa dei tagli ma anche di un bilancio che non aveva entrate certe. Ad alzare il velo sulla scarsa disponibilità finanziaria è stato ieri lassessore al Turismo Nino Strano con un comunicato senza giri di parole: «A causa dellesaurimento dei fondi destinati al sostegno finanziario delle manifestazioni direttamente promosse, dellacquisto spettacoli e dei patrocini onerosi, si avvisano gli enti pubblici e privati che le proposte e richieste inoltrate non potranno trovare accoglimento». «Dallassessorato al Bilancio abbiamo avuto assicurazioni che appena saranno incamerate ulteriori entrate i restanti 2 milioni e 800 mila euro saranno erogati», dice Strano. Ma il Turismo non è certo lunico dipartimento a corto di fondi. Al Territorio hanno finito i soldi destinati ai quattro parchi, Madonie, Nebrodi, Etna e Alcantara: su una spesa prevista di 8 milioni di euro, hanno avuto assegnati appena 5 milioni. Così alcuni enti, come quello delle Madonie, hanno già finito i fondi ad agosto e non sanno come pagare gli stipendi. In tutto i dipendenti dei parchi che rischiano di rimanere senza stipendio sono 150. Non avranno certamente lo stipendio di agosto, invece, i 70 lavoratori delle riserve naturali: anche per loro il dipartimento Territorio ha spesso tutte le somme in bilancio, 2,6 milioni di euro. «Per ridurre le spese hanno tagliato il nostro capitolo di bilancio, e da questo mese rimarremo senza stipendio», dice Giovanni Puleo, della Lipu, una delle associazioni ambientaliste che gestisce riserve in convenzione con la Regione. Non va meglio al Corpo forestale: qui il dirigente Pietro Tolomeo è stato costretto, per mancanza di fondi, a varare il taglio del 40 per cento dello straordinario per il servizio anticendio, a ridurre le missioni degli ispettori e a non poter garantire i lavori di messa in sicurezza di diverse caserme sparse per la Sicilia. «Comunque sono convinto che i margini per ridurre le spese ed evitare gli sprechi nellamministrazione regionale ci sono, io a esempio ho ridotto i costi per visite fiscali da 700 a 250 mila euro facendo gare provinciali», dice Tolomeo, che anche allEnergia, dove è direttore a interim, ha problemi per mancanza di fondi e, per esempio, non ha un euro per lattività di controllo nelle miniere. E se Dario Matranga e Marcello Minio del Cobas-Codir ricordano come «non ci sia un euro in bilancio per il rinnovo del contratto dei regionali», i 300 addetti al controllo delle dighe non avranno salario accessorio perché il dipartimento Acque e rifiuti è rimasto a secco: «Il dirigente Pietro Lo Monaco ha già sollevato il problema sottolineando che mancano allappello 700 mila euro, di certo è scorretto che a pagare i tagli alla spesa dopo anni di sprechi siano sempre i lavoratori», dice Enzo Abbinanti della Fp Cgil. Pochi fondi anche per gli ispettori del lavoro, che spesso non hanno coperte nemmeno le missioni. In tutti i rami dellamministrazione però le spese sono ridotte al lumicino: «In alcuni uffici mancano perfino i soldi per acquistare la carta e il toner delle fotocopiatrici», dice Fulvio Pantano del Sadirs. Un allarme carta igienica, invece, era scattato nellarea archeologica di Segesta mentre i turisti hanno segnalato per giorni che il satiro di Mazara del Vallo è rimasto al buoi perché le lampadine si erano fulminate e non erano state sostituite: «Problema appena risolto, perché con delle economie abbiamo acquistato i faretti e domani (oggi, ndr) tutto tornerà alla normalità, anche se occorrerebbe sostituire il sistema di illuminazione per il quale occorrono 400 mila euro», dice il soprintendente di Trapani, Giuseppe Gini. a. fras.