Dalle foto aeree scoperti in Toscana quasi 117mila edifici non censiti I 17 chalet realizzati a Torre Nuova, nel comune di San Vincenzo, erano piccoli ma accoglienti, con angolo cottura e servizi igienici. Destate erano casa per le vacanze, dinverno depositi. Peccato fossero abusivi. Li ha scoperti la Guardia di Finanza e a marzo il comune li ha fatti demolire. È solo uno dei tanti scandali edilizi toscani. Secondo Legambiente, che ha aggregato i dati delle varie forze dellordine, il 2009 è stato un anno record per la regione, che è volata al quinto posto con 587 infrazioni accertate, un aumento del 17,9 rispetto al 2008. Anche i sequestri sono saliti dell11, arrivando a quota 192, con 886 persone denunciate o arrestate. E al centro del mirino, e delle betoniere, cè proprio la costa. Qui sono state 164 le infrazioni, incrementate addirittura del 52 rispetto a dodici mesi prima, 255 le persone accusate di reato (138) e 70 i sequestri effettuati (135). Solo due giorni fa i finanziari hanno scoperto 98 villette abusive tra Scarlino e Castiglione della Pescaia. Su quellarea doveva nascere un motel. Che i casi di speculazione siano in crescita, lo conferma lAgenzia del territorio. Dalle fotografie aeree, infatti, sono emersi quasi 117mila edifici non censiti in tutta la regione. Alcuni potrebbero essere garage o baracche, e quindi dovrebbero essere esclusi dal calcolo, ma ci sono anche abitazioni e magazzini abusivi. Tra le zone più colpite spiccano quelle di mare. Basti pensare che, in rapporto con la popolazione, Grosseto è ventunesima tra le province meno virtuose. Con i suoi 16.409 fabbricati non registrati, è preceduta da diciannove circoscrizioni del sud, Viterbo e Rieti. Dopo le grandi città, arrivano i luoghi di villeggiatura, dove le irregolarità più frequenti sono allargamenti o costruzioni di seconde o terze case. Insomma, abusi non motivati da necessità. Tra le realtà più soggette alla presenza di strutture fantasma cè lisola dElba: quasi 1800, e Capoliveri è in testa con 616. In molti casi si tratta di aggiunte al corpo principale, che, però, vanno dalla rimessa per lauto a intere case attigue. Stessi numeri, 1800, per i comuni di Cecina, Castagneto e Rosignano, in gran parte fabbricati che hanno perso i requisiti di ruralità. Vola più in alto la Versilia, con 6700, e Pietrasanta supera i 2000 casi. Per dimostrare che la grande richiesta di strutture turistiche porta con sé una colata di cemento, Legambiente cita vari esempi. A partire dalla tenuta di Rimigliano, dove era previsto un albergo e un centro congressi da 30mila metri quadri. Ma i proprietari hanno chiesto di poter modificare il progetto: quello nuovo prevede anche abitazioni e sarà distribuito su tutti i 500 ettari dellarea. Discorso simile per Donoratico, dove nasceranno 60mila metri cubi di nuove villette a due passi dal mare. Per non parlare dellElba. Hanno fatto storia lecomostro di Procchio, il cui 20mila metri quadri di ferro saranno presto abbattuti. O linsenatura dello Spalmatoio a Giannutri, sovrastata da una lunga fila di fatiscenti immobili in cemento armato per circa 11.000 metri cubi, iniziati senza autorizzazione e che il sindaco ha proposto di condonare. Infine i vari porti, regolari ma invasivi. Come quello di San Vincenzo, che ha provocato lerosione delle spiagge vicine.