Gabriele Toccafondi, deputato Pdl, tutto questo putiferio l'ha causato lei con quella interrogazione al sottosegretario Davico, ad aprile... «Sul tema del David io fin dall'inizio ho detto di voler lavorare per Firenze. E per questo preferisco, come mi è sembrato di capire anche dalle parole di Renzi, che le due parti collaborino. La tempesta sul David significherebbe che il sindaco e lo Stato si scontrano per vie legali. Faremmo ridere il mondo. Preferisco una schiarita e che i protagonisti di questa vicenda si possano incontrare». Anche se entrambe le parti si ritengono legittime proprietarie del David. «Da una parte il Comune ha la fotocopia di un notaio. Dall'altra il Ministero ha una ricostruzione storica e legale che ha impegnato tutte le soprintendenze e l'Avvocatura dello Stato. Credo che non ci sarebbe partita. Il punto però è un altro...». Quale? «Arrivati in questa situazione quali sono le proposte in campo? Il sindaco ci dica cosa vuol dire compartecipazione. Spero sappia che i soldi incassati dai musei statali servono per pagare i costi del personale. Il sindaco si farà carico del personale?». Intanto si potrebbero aumentare i prezzi dei biglietti. E migliorare i servizi dei musei statali come chiede Renzi. Gli Uffizi sono chiusi il lunedì e mai aperti la sera. La Biblioteca Nazionale non riesce a pagare i custodi ed è stata costretta a tagliare servizi... «Su questo Renzi ha ragione. Però il Comune, dove entrano i soldi dei cittadini, tiene aperte le Oblate fino a mezzanotte. E questa è una scelta che lo Stato non può fare. Ma che ci sia da migliorare è indubbio. Al sindaco l'ho detto, se fai una campagna per far aumentare il prezzo de biglietti, io ti appoggio. Andare a vedere la Fiorentina contro l'ultima in classifica costa 30 euro, per il David 6,50. Ma Renzi deve prendersi questa responsabilità. Insomma vorrei delle proposte». E lei che propone? È pur sempre un parlamentare fiorentino. E Firenze dai musei statali non ci guadagna niente, se non l'afflusso di turisti che spendono ma «consumano» anche la città. «Valorizziamo i locali. Accademia, Uffizi, altri musei statali. Facciamo al loro interno delle mostre temporanee. E allora aumentiamo i ticket. Offriamo dei servizi. È da paese civile fare una fila chilometrica agli Uffizi? Possibile che nel 2010 non si riesca a fare una prenotazione telefonica come si deve? Magari questo servizio potrebbe essere gestito dall'ente locale di turno».