Milioni a palate: le ville di Roma Imperiale nel mirino dei magnati I vicini di Moratti ora si chiamano Bosov e Knaster Stanno comprando la storia di Forte. È il grido di allarme che gira fra le sabbie e le tende «nobili» dei bagni di Forte dei Marmi. Dopo avere affittato ville e suite negli alberghi a cinque stelle, ora i magnati russi comprano. E non più in periferia. L'obbiettivo è il sancta sanctorum, l'essenza del lifestyle versiliese (come lo definirebbe Matteo Marzotto): stanno comprando le ville di Roma Imperiale. Là dove hanno dimorano Massimo Moratti e Leonardo Del Vecchio, i principi Pacelli (eredi del Papa) e Fernanda Giulini (presidentessa dell'ente Ville Versiliesi) stanno arrivando gli ex kulaki che sono diventati ricchi. Due i campanelli d'allarme. Il primo è l'acquisto di villa Assettati da parte di una ricco russo, Dmitry Bosov, per dieci milioni di euro (pensate che la villa di Michel Jackson è andata all'asta per ventiquattro milioni di dollari). Che però non si è accontentato della villa e ha acquistato anche un lotto edificabile a fianco, proprietà della moglie dell'ex ministro Pietro Lunardi. Qui è scattato il primo dei campanelli d'allarme. Se una famiglia importante come quella di Lunardi vende l'ultimo lotto costruibile sul fosso Fiumetto (vincolato dalle Belle arti come opera d'arte!), significa che di fronte a certe cifre nessuno è insensibile. «Le dico questo: fra dieci anni l'ottanta per cento di Roma Imperiale sarà in mano ai russi». Lo sosteneva giorni fa la proprietaria di una villa. E proprio in quelle ore, una seconda megavilla finiva in mano ad un russo. Stavolta in via del Pineto. Ovvero dove ha casa il sociologo Francesco Alberoni e dove inizia il parco della Versiliana di dannunziana memoria. A comprare, in questo caso, è stato il finanziere russo (ma cittadino americano) Alexander Knaster. Knaster ha un curriculum di tutto rispetto. Cinquant'anni, è nato a Mosca ma nel 1976 emigrò negli Stati Uniti con i propri genitori. Dopo aver preso la cittadinanza e, in seguito, aver studiato ad Harvard, tornò in Russia a metà degli anni Novanta, dopo il crollo del comunismo. Sposato con quattro figli, ha lavorato (come tanti altri della sua generazione) nel settore energetico e, attualmente, è direttore di un fondo finanziario (con base a Londra) che aiuta gli investimenti russi. Nel 2009 la rivista Forbes l'ha inserito al 321.esimo posto degli americani più ricchi, con un patrimonio netto di un miliardo e mezzo di dollari (circa un miliardo e cento milioni di euro). Ai russi ha ceduto anche il bagno Rosina, lo stabilimento forse più snob dell'intera riviera. Dove si accede per cooptazione e dove ha due tende lo scultore Fernando Botero e la sua numerosa famiglia. Per la prima volta è stata data una tenda ad una famiglia d'oltre Cortina, come si direbbe una volta. Forse l'unico luogo ancora intonso è la Capannina di Franceschi. «Non abbiamo clientela russa - conferma il patron Gherardo Guidi - non per scelta, sono loro che non frequentano. Diciamo che privilegiano andare al ristorante ed in Versilia trovano pane per i loro denti: i locali di lusso con grandi cantine non mancano». Anche nel 2010 la stagione di Forte dei Marmi è stata salvata - almemo a certi livelli - dalle cinquecento famiglie russe che frequentano il Pontile e dintorni. Ma a Roma Imperiale non erano ancora entrati. Avevano trattato anche la villa di Paola del Belgio (la regina, nata principessa Ruffo di Calabria, è stata partorita a Forte dei Marmi), ma poi non hanno concluso definitivamente per il prezzo. «Perché quella villa, seppur bellissima, si trova a Ronchi, ovvero Massa - spiega un agente immobiliare - e loro certe cifre le spendono soltanto dentro i confini di Forte dei Marmi». Quei cinque chilometri di spiaggia con annessa pineta sono una sorta di enclave dove qualsiasi prezzo è ammesso. Si parla di trentamila euro al metro quadro per un mega-appartamento in centro (con Jacuzzi e piscina sul tetto) mentre le statistiche confermano Forte dei Marmi al terzo posto in Italia per i prezzi delle case vacanze, dietro soltanto a Cortina e Portofino. Ma quanto durerà questa febbre? «Forse per sempre - racconta un tassista di piazza Garibaldi - pensi che ora aspettiamo un'ondata di ricchi uzbechi. In quella repubblica basta grattare in terra che viene fuori il petrolio...». Ma certo l'oro rosso (nel senso del mattone) lo si trova soprattutto qui, fra il Twiga e la Capannina.