II peso sulla terrazza, certo. Ma forse non solo quello. I vigili del fuoco non escludono che «qualche problema di tipo strutturale» sia tra le concause del crollo avvenuto martedì al Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale. Secondo questa ipotesi, il presunto sovraccarico del tetto, dove una gru ha poggiato alcune "balle" di cartongesso nell'ambito dei lavori di ristrutturazione decisi dal Comune, potrebbe essere solo il fattore scatenante del cedimento. «Bisogna essere certi - dicono i pompieri - che la terrazza del Palaexpò non avesse già di per sé un punto debole». Un dubbio che imporrà, giocoforza, il controllo minuzioso di tutto l'edificio, con una dilatazione dei tempi di riapertura del museo. I cinque operai rimasti feriti sotto le macerie stanno meglio. Devono là vita a qualcosa che somiglia molto a un miracolo. Il tetto precipitando, ha travolto il primo piano, dove c'erano quattro imbianchini, e li ha trascinati fino al pianterreno (insieme a un muratore caduto dalla terrazza) tra tonnellate di detriti. Quindici metri di caduta "libera", nessun morto.«Devono accendere un cero», dicevano ieri i colleghi. Ufficialmente, nell'inchiesta della Procura, affidata a Gianfranco Amendola, non ci sono ancora persone indagate. Ma è molto probabile che il manovratore della gru e i responsabili del cantiere al momento del crollo, un ingegnere e un geometra, vengano iscritti quanto prima nel registro delle persone sottoposte a indagini. Sarà come si dice un atto dovuto, che non comporterà assolutamente una attribuzione di responsabilità ai singoli. Ma l'iscrizione ci sarà. Per ora, tuttavia, non è affatto chiaro cosa sia accaduto. Il gruista, un operaio di Latina, ha ammesso di aver issato le "balle", ma di averle disposte sul tetto in modo che non appesantissero la struttura. Non si sa chi gli abbia dato l'ordine di tirarle su né se l'ordine sia stato veramente impartito. Soltanto voci, per ora. Secondo una di queste, il camion che ha portato in via Nazionale i pannelli di cartongesso, sarebbe arrivato al Palaexpò all'improvviso e i responsabili del cantiere avrebbero deciso di far entrare subito in azione la gru per liberare al più presto la strada. Secondo un altra voce, uno dei blocchi di cartongesso, proprio mentre penzolava sul tetto, agganciato al braccio meccanico, sarebbe caduto di botto innescando il cedimento. Il Palazzo delle Esposizioni, ieri, è stato formalmente messo sotto sequestro. Tutto l'edificio, non solo l'ala dove c'è stato il crollo. Il provvedimento è stato adottato su richiesta dei funzionari della Asl di zona, la RmA, i quali vogliono essere sicuri che «nell'immobile (solitamente aperto al pubblico, ndr) non ci siano altre parti pericolanti». I tecnici dell'azienda sanitaria, evidentemente, hanno lo stesso timore dei vigili del fuoco. O, perlomeno, vogliono fugare ogni dubbio. «Non solo bisognerà controllare palmo a palmo il Palaexpò - aggiungono i pompieri - ma bisognerà essere certi che il crollo di martedì non abbia compromesso i muri portanti interessati dal cedimento». Amendola, il sostituto procuratore, avrà da questa mattina a disposizione le relazioni dei vigili e quelle di Italo Casciati, l'ispettore inviato dalla Procura sul luogo del disastro. L'inchiesta, i controlli, le perizie rischiano di fra procrastinare a chissà quando la riapertura del museo. Il Palazzo delle Esposizioni, uno dei simboli della città e della politica culturale del Comune, doveva riaprire nella prossima primavera. I lavori di ristrutturazione miravano a farlo risplendere ancora di più, facendone una specie di Beaubourg romano sul modello parigino. «Ma, al momento, è impossibile dire quando potremo inaugurarlo dice Giancarlo D'Alessandro, assessore ai Lavori Pubblici del Campidoglio - Potremo fare una previsione solo quando la magistratura dissequestrerà il cantiere rimettendolo a nostra disposizione. Tre mesi? Sei? Di più? Mettersi a discutere sui tempi ora non ha alcun senso». (Ha collaborato Mario Sarzanini)
Sigilli al Palazzo delle Esposizioni
Il Palazzo delle Esposizioni di Roma è stato colpito da un crollo di terrazza il 15 marzo, che ha causato cinque feriti. I vigili del fuoco hanno espresso dubbi sulla struttura del tetto e sugli effetti del sovraccarico delle "balle" di cartongesso. L'inchiesta della Procura ha iniziato e i responsabili del cantiere e il manovratore della gru sono probabili essere indagati. Il Palazzo delle Esposizioni è stato formalmente messo sotto sequestro e i tecnici dell'Asl di zona vogliono controllare l'edificio palmo a palmo per assicurarsi che non ci siano altre parti pericolanti. La riapertura del museo è stata posticipata a causa dell'inchiesta e dei controlli.
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