Nove i blocchi in cui si articola il complesso di via di Pelle previsti un parcheggio e verde ad uso pubblico Compaiono a ogni angolo di Santa Croce, in ogni strada, anche a pochi passi dal centro. Giganteschi volumi vuoti di due o più piani abbandonati al degrado. Sono le vecchie concerie dimesse, il segno peculiare dell'urbanistica santacrocese. L'eredità decadente dell'inarrestabile e caotico boom economico del secondo dopoguerra. Solo negli anni Novanta è iniziato il processo di separazione della città residenziale da quella produttiva, con il trasferimento delle concerie nella nuova zona industriale. Un processo ancora in corso, che ha posto il problema di come riutilizzare gli spazi lasciati vuoti. Molto è stato recuperato o demolito negli ultimi anni, numerosi sono ancora i fabbricati abbandonati. Negli ultimi mesi sono stati definiti alcuni progetti di riqualificazione. Il più recente riguarda il grande complesso identificato con l'ex conceria Antilope, lungo via di Pelle. A curarne la progettazione è stata l'architetto Lorenza Vanni, che ha già firmato altri famosi progetti di recupero nella zona. «Il complesso di via di Pelle coinvolge una serie di fabbricati - spiega Vanni - l'ultimo dei quali si è liberato solo due anni fa. È prevista la demolizione di tutti gli edifici e la realizzazione di nove blocchi, per una superficie utile di 4.500 metri quadri più 2.200 destinati a parcheggi e verde pubblico». Lungo la strada sorgeranno due piccoli blocchi destinati a uffici, mentre gli altri sette, più arretrati, ospiteranno in tutto 69 appartamenti. «Abbiamo scelto di arretrare le strutture sfruttando il grande spazio sul retro della conceria - dice l'architetto - in modo da ridurre l'impatto visivo dalla strada, su cui, a parte i due blocchi più piccoli, insisteranno solo le aree a verde e l'ingresso al parcheggio». La sfida adesso, è di trovare privati disposti a investire. «L'interesse c'è, ma ancora niente di sicuro - dice Vanni - Intanto abbiamo messo un punto fermo, con un progetto che sarà valido per dieci anni. In ogni caso, la realizzazione è frazionabile tra i blocchi, che potranno essere realizzatati in momenti diversi da vari privati. Una volta che il complesso sarà demolito, si potrà partire anche con un solo edificio». L'architetto spiega che il complesso di via di Pelle non era tra quelli destinati al restauro. «Il piano di recupero del Comune ha individuato le concerie da salvaguardare e restaurare: sono quelle più antiche, costruite tra Otto e Novecento, con elementi architettonici di pregio. Tutte le altre, invece, sono state realizzate negli anni '50 con materiali scadenti: c'è ben poco da salvare». Tra queste, ci sono anche le ex concerie Dolmen e Quadrifoglio in via del Bosco, a fianco del supermercato Penny. È in corso la demolizione dei fabbricati, che saranno sostituiti da un edificio commerciale e direzionale, dotato di 160 posti auto privati e 50 pubblici. Il progetto, curato dall'architetto Paolo Giannoni (che è anche tra i proprietari dell'immobile), è stato approvato pochi mesi fa e subito finanziato. Invece, la vecchia conceria Nobel di via San Tommaso è stata risparmiata dalle demolizioni. Il piano di recupero, realizzato dallo stesso Giannoni, con la collega Silvia Mazzetti, prevede il restauro dell'edificio, che ospiterà negozi e appartamenti. Tra i progetti approvati nel 2010, infine, c'è anche l'ex conceria Capaccioli di via Donica, sempre dell'architetto Lorenza Vanni. La demolizione permetterà anche la realizzazione di una nuova strada di collegamento tra le vie 11 Febbraio e dei Mille, migliorando la circolazione per chi viaggia da Fucecchio verso il centro città. RIP
TOSCANA - CEMENTO. SANTA CROCE. Mattoni al posto del cuoio uffici e 69 appartamenti sulle ceneri della conceria
Il complesso di via di Pelle a Santa Croce, in una zona di grande degrado, è stato identificato come un'area da riqualificare. Il Comune ha definito un piano di recupero che prevede la demolizione di tutti gli edifici e la realizzazione di nove blocchi per una superficie utile di 4.500 metri quadri. Il progetto, curato dall'architetto Lorenza Vanni, prevede la realizzazione di nove blocchi, due dei quali saranno destinati a uffici e gli altri sette a appartamenti. La demolizione dei fabbricati abbandonati è in corso, e il progetto è stato approvato per un periodo di dieci anni.
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