Hotel di lusso al posto dei ruderi Il Gruppo Bulgarella investe 35 milioni nella Vittorio Emanuele CALAMBRONE. Un albergo a cinque stelle con cento camere, ristorante, bar, pianobar, palestra, piscina panoramica e un centro benessere di 1.200 metri quadrati. Inoltre ottanta residenze da 45 a 200 metri quadrati di superficie dotate di balconi, terrazze o giardino. Questo è il progetto del Gruppo Bulgarella curato dall'architetto Beniamino Cristofani relativo alla colonia Vittorio Emanuele III che occupa circa 15mila metri quadri di superficie in un'area di 30mila metri quadrati a Calambrone. I lavori sono già iniziati e si concluderanno nel dicembre 2011 con un investimento complessivo di 35 milioni di euro, comprensivi della spesa per l'acquisto dell'immobile, dei costi per la ristrutturazione, ma anche per l'arredamento dell'albergo, e degli oneri di urbanizzazione per il Comune e di quelli dovuti all'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli. «Calambrone può diventare come Forte dei Marmi - dichiara Andrea Bulgarella - Ma bisogna crederci tutti: imprenditori e amministratori insieme. Ci sono i presupposti affinché possa diventare una località di moda, data la vicinanza dell'aeroporto, delle reti viarie, di due campi da golf, del centro Coni, del porto di Livorno e del futuro porto turistico a Marina di Pisa, senza dimenticare le caratteristiche naturalistiche. Ma occorrono strutture e servizi di qualità. Noi siamo fiduciosi e stiamo investendo su questo territorio». «La Vittorio Emanuele - prosegue Bulgarella - è la terza colonia che recuperiamo a Calambrone. Prevediamo un investimento complessivo di 35 milioni di euro, tra acquisto della colonia dal Comune, spese di ristrutturazione e di acquisto dell'arredamento dell'albergo. Gli appartamenti saranno grandi e potranno ospitare i vip che usufruiranno dei servizi dell'hotel a cinque stelle tra le dune: ristorante, bar, pianobar, piscina sulla terrazza e un centro benessere di 1.200 metri quadrati di superficie. Una vacanza vera e propria di divertimento e benessere come in Versilia». La colonia Vittorio Emanuele III fu progettata nel 1933 dall'ingegnere Gino Steffanon dell'amministrazione provinciale di Pisa e realizzata tra il 1934 e il 1938 come asilo elioterapico permanente con cinquecento posti letto. «Dall'alto il complesso architettonico ha la caratteristica forma semicircolare definita "il bambino con le braccia levate" - spiega l'architetto Beniamino Cristofani - che era il simbolo dell'associazione delle mamme italiane durante il fascismo. La parte centrale dell'edificio sarà occupata dall'albergo a cinque stelle aperto tutto l'anno, mentre gli appartamenti troveranno spazio nelle ali laterali. Il progetto, pur inserendo tutti gli elementi necessari alle nuove previsioni di destinazione, mantiene integro il carattere dell'edificio degli anni Trenta, anche per le parti trasformate: il podium diventa il portale di ingresso alla hall, la scala centrale viene resa regolamentare per larghezza e la grande palestra (ex refettorio) sarà utilizzata come centro benessere per la talassoterapia. La grande terrazza sarà utilizzata come solarium, con un ristorante vista mare e piscina. Saranno utilizzati materiali e finiture preesistenti - conclude Cristofani -: pavimenti in seminato, travertino e marmo verde con infissi in legno naturale, finiture in ottone cromato e vetri colati rigati per gli interni; intonaco liscio, davanzali in marmo verde e travertino con infissi in legno bianco e avvolgibili in alluminio verniciato di bianco per gli esterni». DANIELA SALVESTRONI CALAMBRONE. Un albergo a cinque stelle con cento camere, ristorante, bar, pianobar, palestra, piscina panoramica e un centro benessere di 1.200 metri quadrati. Inoltre ottanta residenze da 45 a 200 metri quadrati di superficie dotate di balconi, terrazze o giardino. Bulgarella insiste. E dopo aver riaperto l'Hotel Palazzo, ci riprova al Calambrone. Stavolta il recupero interessa le ex colonie Vittorio Emanuele, che saranno trasformate in un complesso deluxe. Il progetto del Gruppo Bulgarella, curato dall'architetto Beniamino Cristofani, riguarda un'area di circa 15mila metri quadri di superficie, posta in un'area di 30mila metri quadrati a Calambrone. I lavori sono già iniziati e si concluderanno nel dicembre 2011 con un investimento complessivo di 35 milioni di euro, comprensivi della spesa per l'acquisto dell'immobile, dei costi per la ristrutturazione, ma anche per l'arredamento dell'albergo, e degli oneri di urbanizzazione per il Comune e di quelli dovuti all'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli. «Calambrone può diventare come Forte dei Marmi - dichiara Andrea Bulgarella - Ma bisogna crederci tutti: imprenditori e amministratori insieme. Ci sono i presupposti affinché possa diventare una località di moda, data la vicinanza dell'aeroporto, delle reti viarie, di due campi da golf, del centro Coni, del porto di Livorno e del futuro porto turistico a Marina di Pisa, senza dimenticare le caratteristiche naturalistiche. Ma occorrono strutture e servizi di qualità. Noi siamo fiduciosi e stiamo investendo su questo territorio». «La Vittorio Emanuele - prosegue Bulgarella - è la terza colonia che recuperiamo a Calambrone. Prevediamo un investimento complessivo di 35 milioni di euro, tra acquisto della colonia dal Comune, spese di ristrutturazione e di acquisto dell'arredamento dell'albergo. Gli appartamenti saranno grandi e potranno ospitare i vip che usufruiranno dei servizi dell'hotel a cinque stelle tra le dune: ristorante, bar, pianobar, piscina sulla terrazza e un centro benessere di 1.200 metri quadrati di superficie. Una vacanza vera e propria di divertimento e benessere come in Versilia». La colonia Vittorio Emanuele III fu progettata nel 1933 dall'ingegnere Gino Steffanon dell'amministrazione provinciale di Pisa e realizzata tra il 1934 e il 1938 come asilo elioterapico permanente con cinquecento posti letto. «Dall'alto il complesso architettonico ha la caratteristica forma semicircolare definita "il bambino con le braccia levate" - spiega l'architetto Beniamino Cristofani - che era il simbolo dell'associazione delle mamme italiane durante il fascismo. La parte centrale dell'edificio sarà occupata dall'albergo a cinque stelle aperto tutto l'anno, mentre gli appartamenti troveranno spazio nelle ali laterali. Il progetto, pur inserendo tutti gli elementi necessari alle nuove previsioni di destinazione, mantiene integro il carattere dell'edificio degli anni Trenta, anche per le parti trasformate: il podium diventa il portale di ingresso alla hall, la scala centrale viene resa regolamentare per larghezza e la grande palestra (ex refettorio) sarà utilizzata come centro benessere per la talassoterapia. La grande terrazza sarà utilizzata come solarium, con un ristorante vista mare e piscina. Saranno utilizzati materiali e finiture preesistenti - conclude Cristofani -: pavimenti in seminato, travertino e marmo verde con infissi in legno naturale, finiture in ottone cromato e vetri colati rigati per gli interni; intonaco liscio, davanzali in marmo verde e travertino con infissi in legno bianco e avvolgibili in alluminio verniciato di bianco per gli esterni».