Per gli operatori è iniziata la fase di recupero dopo l'allarmante primavera Ma vista la città così piena per Ferragosto. Tirano un sospiro di sollievo gli operatori allarmati per il pessimo giugno (anche a causa del maltempo) e il luglio incerto. Il fiume di persone provenienti da ogni parte del mondo che ha invaso la città consente a Lucca di superare la crisi. A dimostrarlo sono i parcheggi invasi da centinaia di auto straniere, e i pullman che scaricano comitive dinanzi ad ogni ingresso alla città, ormai entrata nel circuito internazionale. «Un Ferragosto così non si era mai visto - commenta il presidente del Consorzio Centro Commerciale Città di Lucca, Federico Lanza che parla di dati confortanti sotto ogni profilo -. Il grande flusso di questi giorni ha in parte compensato il calo della primavera, dovuto soprattutto a motivi meteorologici. Si nota l'incremento di turisti provenienti da Francia, Russia e paesi scandinavi. Un segnale positivo per la nostra economia che auspichiamo di mantenere nei prossimi mesi, con tante iniziative legate al Settembre lucchese, ai Comics e al tradizionale appuntamento col Desco di novembre». Dello stesso avviso il vice presidente della Confesercenti, Enrico Ragghianti, che mette in rilievo anche l'arrivo di visitatori in fuga dal cattivo tempo sul litorale. E dopo tante polemiche (soprattutto contro la concorrenza sleale delle sagre, dei circoli e della ristorazione precotta) gongolano anche i ristoratori. Il presidente Ascom della categoria, Benedetto Stefani, rileva tuttuvia lacune nella gestione del turismo: «I turisti sono entusiasti delle bellezze della città, ma non altrettanto dell'accoglienza, carente a loro parere di cartellonistica stradale e di servizi indispensabili, come i bagni pubblici che in alcune zone sono pressochè inesistenti». Anche per il presidente degli albergatori, Luigi Marcucci, Lucca dovrebbe migliorare nei servizi per essere una città all'avanguardia: «Qualcosa è stato fatto con una politica prezzi in discesa. Servirebbe ora un maggior coordinamento tra istituzioni e associazioni». La promozione guarda all'oriente Da potenziare l'offerta della città nei tour operator NICOLA NUCCI LUCCA. Lucca è la quarta provincia toscana (dopo Firenze, Siena e Pisa) più presente nel circuito dei tour operator. Ma nonostante gli sforzi dell'amministrazione (la città di Puccini sta incantando i cinesi all'Expo di Shangai), c'è ancora molta strada da fare per "sfondare" in India ed Australia, i mercati emergenti del turismo mondiale, dove la città è ancora poco conosciuta tra gli intermediari mondiali. Che per il prossimo anno prevedono, anche in Europa, una minore presenza di Lucca nei pacchetti turistici verso l'Italia. Per restare competitiva il punto di forza è rappresentato dalla sua diversità artistica e culturale. A dirlo è il rapporto dell'Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, uscito a luglio, commissionato dall'osservatorio turistico della Regione Toscana. In sostanza nel dossier, dal titolo "I mercati esteri e le tendenze del turismo organizzato per il 2011", si analizzano le caratteristiche del flusso turistico e soprattutto come la città viene "venduta" dagli operatori del settore (agenzie di viaggi e tour operator) per capire gli scenari futuri della competizione e le nuove frontiere del turismo. I quattro posti dove la città è maggiormente "venduta" sono l'Europa (9,9), l'Australia (10), gli Stati Uniti (6) e l'India (2,2). Una contrazione però è prevista per il prossimo anno quando a venderla sarà il 5,7 dei tour operator contro il 7,6 del 2010, dovuta soprattutto al Regno Unito (dall'8,6al 2,9) e all'Olanda (dal 26 al 3), mentre saranno in crescita la Francia (24) e tra i nuovi mercati l'Australia (dal 10 al 20). «Lucca - si legge nel report - è una destinazione che può fare della diversificazione e della diversità la sua forza. Sia negli Stati Uniti che in Europa è infatti venduta in quasi tutti i prodotti turistici». Un leggero calo anche negli Stati Uniti, malgrado il culto per i viaggi del gusto e l'enogastronomia. Anche se il 77 degli operatori statunitensi nei prossimi anni commercializzerà Lucca nelle proprie offerte turistiche. Ma c'è ancora una grossa fetta di mercati da conquistare, se è vero che il 76 degli operatori dell'India dichiara di non mettere Lucca sui cataloghi in quanto la ignora. Una presenza più incisiva sui mercati dell'intermediazione andrebbe fatta anche in Giappone, Corea ed Australia. Inoltre in Europa un 13,5 degli addetti ai lavori dichiara ancora di non conoscere la località o di non avere interesse a venderla. È forte in crescita la forza attrattiva di Lucca come città d'arte (in quarta posizione), soprattutto tra i turisti europei. Le città d'arte si confermano il prodotto turistico toscano più venduto. Ecco dove Lucca è più proposta dai Tour Operator mondiali: Francia 21,2; Svezia 15; Norvegia 14,3; Australia 10; Regno Unito 8,6; Germania 8,6; Ungheria 8,1; Polonia 8,1; Usa 6. LA POLEMICA I servizi restano davvero carenti Polemico resta il presidente dei ristoratori Confesercenti, Stefano De Ranieri, che critica l'amministrazione comunale per aver portato la città ad uno stato di degrado. Secondo De Ranieri il boom del turismo non va di pari passo con la qualità dell'offerta, soprattutto per i settori del commercio e della ristorazione, scivolati ad un basso livello, con la scomparsa dei negozi di tradizione. Oltre tremila i visitatori sulle Torri LUCCA. Soddisfazione per l'afflusso viene espressa dall'assessore Moreno Bruni. Nel weekend oltre 3 mila persone hanno visitato le torri Guinigi e delle Ore: 2600 sono saliti sulla prima, 600 sulla seconda. Affollati anche il giardino botanico, il parco fluviale e la mostra fotografica dedicata al percorso lucchese della via Francigena, nel sotterraneo di S. Colombano. Oltre 250 persone infine al Museo del Fumetto.