D.S. PISA. Entro la fine dell'anno saranno ultimati i lavori di manutenzione straordinaria della villa presidenziale del Gombo per un importo di 450mila euro. Dal maggio scorso si sta provvedendo al restauro e all'adeguamento della struttura in legno, vetro e acciaio che si trova nel parco di San Rossore a pochi passi dal mare. Oltre agli interventi finalizzati al ripristino della caratteristica copertura in legno, sono previsti i lavori di adeguamento del montacarichi e dei bagni per i diversamente abili. «Stiamo provvedendo al restauro delle strutture nel parco - spiega Giancarlo Lunardi, presidente dell'Ente Parco regionale Migliarino S. Rossore Massaciuccoli - per un maggiore utilizzo da parte degli enti e delle associazioni. È necessario che la città se ne riappropri, anche se l'utilizzo dovrà essere sempre regolamentato e organizzato. La villa del Gombo ha un uso regionale di rappresentanza, ma può essere richiesta dagli enti e dalle associazioni per organizzare eventi, anche se è l'unica struttura per cui è prevista la richiesta di autorizzazione preventiva alla Regione Toscana. La villa andrà ad aggiungersi alla sala Gronchi che negli ultimi anni è stata sede di convegni e manifestazioni in numero crescente: sono stati trenta soltanto nel 2009. I lavori di manutenzione straordinaria e di adeguamento della struttura per un importo di 450mila euro lordi sono stati finanziati con i fondi della Regione messi a disposizione dallo stato secondo la legge sul trasferimento da tenuta presidenziale a proprietà della Regione Toscana. I soldi sono finalizzati al mantenimento e al recupero del patrimonio del parco, soprattutto immobiliare». La residenza presidenziale ha ospitato nell'agosto del 1999 Tony Blair, all'epoca primo ministro, con la first lady Cherie e i tre figli, per le vacanze estive, e più recentemente Kerry Kennedy, ospite del sindaco di Viareggio in occasione del carnevale. La villa del Gombo fu edificata tra il 1957 e il 1959 per volere del presidente della Repubblica, il pontederese Giovanni Gronchi, su progetto dell'architetto romano Amedeo Luccichenti. Lo stile apparve un po' azzardato in quanto non tradizionale per una residenza presidenziale, ma in realtà si rifaceva alla presenza nell'area di strutture in legno per la caccia e la pesca. La palazzina, completamente rivestita in legno e con ampie vetrate, poggia su quattro pilastri angolari a forma di albero ed è sollevata da terra di tre metri circa. I pilastri, composti da quattro bracci d'acciaio di colore nero, nascondono al loro interno tutti i cavi e le tubature, compresa la fognatura. La struttura quadrata ha al suo interno una corte in cui sorgeva un pino, poi abbattuto nel 1969, attorno a cui era stata edificata la villa a sottolineare lo straordinario rispetto per la natura. L'accesso all'unico piano della palazzina è consentito da tre rampe a cui si sta lavorando per sostituire la vecchia gomma con il travertino e per inserire alle ringhiere una protezione in vetro. Gli interni sono in parquet e comprendono otto camere con bagno arredate semplicemente, uno studio e tre ampie sale, per un totale di circa 500 metri quadri. Ma la caratteristica principale è il rivestimento in legno della facciata esterna e della parte interna in cui si aprono le ampie vetrate che consentono di ammirare il parco circostante di circa dieci ettari