Bellumori: non voglio cementificare. Ma gli intellettuali diffidano CAPALBIO. Tutto potrebbe dipendere dall'invariante strutturale che, spiega l'urbanista Valentino Podestà, costituisce lo statuto urbanistico del territorio. Ma anche dalla volontà politica, che il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, ha ribadito: il piano strutturale non sarà modificato. Vale a dire: se nulla è previsto, neppure un metro cubo di cemento in più andrà a deturpare la fascia compresa tra il mare e la ferrovia, dove la natura è rimasta intatta. L'incontro tra il sindaco e gli ospiti illustri - "intellettuali pensatori", così definiti dallo stesso Bellumori - che popolano d'estate e d'inverno la piccola Atene maremmana, non ha sciolto tutti i nodi. Alcuni aspetti dell'ipotesi di riassetto della costa, che coinvolge direttamente Sacra Spa, proprietaria dei 1070 ettari della fascia costiera, sono stati chiariti. Ma è certo che sul porto da costruire lungo il fosso Chiarone, che dovrebbe garantire l'ormeggio a 25 barche di 5-6 metri, i pareri sono difformi. Una prospettiva che il sindaco ha contestualizzato nel piano di riassetto idrogeologico dell'area, sottoposta nei mesi invernali a continue esondazioni, con conseguenti danni all'agricoltura. Ma che gli esponenti delle associazioni ambientaliste - numerose fino a tarda sera nella sala consiliare del Comune - hanno continuato a guardare con evidente ostilità. L'ex ministro Gianni Mattioli ha detto che è sbagliato legare un porticciolo al piano di riassetto idrogeologico, mentre Vittorio Emiliani, ex direttore del Messaggero e già presidente della Rai, ha sottolineato un aspetto contraddittorio: il numero dei posti previsti nell'approdo, in alcun modo risolverebbe il problema dei natanti sulla spiaggia di Macchiatonda, alcuni chilometri più a nord, dove pure è previsto un piano di riorganizzazione costiera. Bellumori è stato un fiume in piena. Ha parlato quasi un'ora e mezzo, concedendo solo una parentesi al vicepresidente della Provincia di Grosseto, Marco Sabatini. Se l'è presa con chi ha smosso i giornali, «che m'hanno fatto passare da cementificatore»; ha puntualizzato il suo metodo, «perché prima di tutto rispondo alla mia gente»; ha ribadito la priorità, «la sistemazione idraulica e idrogeologica del Chiarone». E ha sottolineato che la sua amministrazione, benché di colore diverso dalla precedente, vuol lavorare nella continuità. Certo è che dal punto di vista degli ambientalisti, nella fattispecie definiti anzitempo "intellettuali pensatori", i punti di contrasto non sono pochi. Tutt'altro. A partire dal nuovo stabilimento balneare di Macchiatonda, di cui proprio non si sentirebbe la necessità vista la crescente richiesta di spiagge libere, benché sui tredici chilometri di litorale, uno a malapena sia occupato da stabilimenti e arenili attrezzati. Senza tralasciare la rettifica per raddrizzare la pur dritta litoranea, che costeggia l'Oasi di Burano. Per giungere all'arretramento del campeggio che occupa le dune non lontano dall'Ultima Spiaggia, trasformandolo in un villaggio turistico ecocompatibile. Per finire con la rete dei parcheggi lungo la costa, ambientalmente rischiosa. Il sindaco Bellumori, con la sua voce tonante, più volte si è chiesto perché proprio lui, che si limiterà ad applicare un piano strutturale concepito da altri sindaci, sia finito nel vortice mediatico. Valentino Podestà, coordinatore della rete dei comitati ambientalisti, gliel'ha chiarito: «Se in piena estate ci siamo messi al lavoro per valutare l'intesa tra Comune e Provincia, vuol dire che i motivi ci sono».